Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 maggio 2011 | 11:39

La nostra cultura fa la differenza

Girando il mondo per aprire nuovi mercati per la sua Morellato & Sector, che è diventata la prima azienda italiana di gioielleria, Massimo Carraro ha capito che il vero asset del made in Italy è la nostra cultura. E spiega la sua idea di crescita e sviluppo nel mercato globale.
“Alla manifestazione di chiusura dell’Expo di Shanghai le prime slide che ho fatto vedere erano di quadri di Tiziano, di Raffaello, del Bronzino, del Perugino. E io commentavo: “Cari signori cinesi, vedete? Noi italiani siamo questa roba qui”. A quel punto ho messo sotto i loro occhi i prodotti Morellato. Un nostro gioiello e un quadro di Raffaello”, racconta Carraro. “Sarò stato un po’ pretenzioso, ma la cosa ha funzionato. Questo per dire che il nostro vero asset è la cultura che abbiamo e la nostra storia. Noi siamo portatori di una cosa unica, innovativa. L’unico Paese che non riconosce il made in Italy è l’Italia”.
“Penso che il primo passo oggi sia la conoscenza locale, gli incontri con gli operatori, con chi gestisce il business. La regionalizzazione del lusso è una delle grandi tendenze: ciascuno interpreta il lusso a modo proprio e ogni marchio deve intercettare i codici naturali di quel luogo”, sostiene l’ad di Morellato.
“Anche nella comunicazione il consumatore ha bisogno di identità . Per questo noi manteniamo team marketing e designer distinti per i nostri brand”, spiega Carraro. “La ragione è semplice: se do la responsabilità  a una sola persona avrò lo stesso prodotto con il cosiddetto ‘effetto marmellata’. Succede anche nei giornali, no? La cultura della sinergia porta all’omologazione e alla fine il consumatore, che non è uno stupido, se ne accorge”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 417 – maggio 2011