Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 maggio 2011 | 11:47

La televisione del cuore

“Il futuro”, dice Luca Cadura, presidente e ad di Nbc Global Networks Italia, “sarà  di quei canali che sono in grado di diventare dei brand dove non conta che cosa c’è in onda, ma che si ha il piacere di frequentare perché gli si riconosce un valore”. “Nell’ambiente multichannel, in cui la strabordanza dei canali rischia di mettere in confusione il pubblico, la regola aurea è costruire un marchio di cui lo spettatore si possa fidare e avere un’offerta chiara e costante mantenendola all’altezza di quel che promette”, dice Luca Cadura sintetizzando in una frase il lavoro che fa sui suoi canali.
Cadura ama il sottotono, ma si capisce che è soddisfatto. Nbc Global Networks Italia, di cui è presidente e amministratore delegato, è l’editore di tre canali che non passano inosservati sulle pay tv di Mediaset e di Sky. Prima c’era solo Studio Universal, il prototipo che ha fatto da battistrada, poi si sono aggiunti Steel, il canale che ha battezzato Mediaset Premium, e dal 1° aprile su Sky c’è anche Diva Universal. Ma è certo che le attività  non si fermeranno qui.
Global Networks Italia è una provincia di Universal Networks International, la divisione televisiva che gestisce la rete dei canali esteri di Nbc Universal, megacompany americana dell’intrattenimento che produce quanto di meglio si vede al cinema e in tivù e a cui fanno capo il network Nbc e una ricca flotta di canali cavo negli States.
La gestione del business extra americano è affidata a Universal Networks International, che appoggiandosi a una rosa di società  locali distribuisce nel mondo i cinque brand internazionali della casa: Syfy (che è un po’ il canale madre e l’unico che va in onda anche negli Usa), Diva, Studio Universal, Universal Channel e 13th Street. Un gruppo, spiega Cadura, che “ha il quartier generale a Londra dove si pianificano le strategie, i budget, la grafica di tutti i canali, che gli uffici decentrati adattano alle esigenze del mercato di riferimento e in funzione delle diverse piattaforme. Abbiamo una relativa autonomia, ma non facciamo nulla che non sia stato approvato e sdoganato da Londra”.
Regole ferree, ma far parte di un grande gruppo che produce tanto cinema e televisione deve tornare comodo quando si devono alimentare i palinsesti. “Non esiste un rapporto privilegiato”, precisa Cadura. “Paghiamo a prezzi di mercato tutti i contenuti Universal che trasmettiamo e compriamo da tutti i rifornitori in base alla nostra disponibilità  economica. Solo il 30% dei film in onda su Studio Universal sono targati Nbc. L’unica corsia preferenziale sono le serie televisive prodotte direttamente da Universal Networks per utilizzarle in prima visione sui nostri canali, come fanno pure i Fox Internationl Channels. Ne sono andate in porto le prime quattro, di cui due, ‘Haven’ e ‘Rookie Blu’, sono state riconfermate per una seconda stagione e abbiamo già  trasmesso su Steel”.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 417 – maggio 2011