Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 maggio 2011 | 11:51

Tutto sta cambiando

La Rai sta per varare una rivoluzione organizzativa concentrando la produzione di intrattenimento in una nuova direzione, la crisi ha portato tagli agli investimenti di tutti i broadcaster, il digitale terrestre sta cambiando la dieta televisiva degli italiani. Come reagiscono a Endemol, la regina delle società  di produzione italiane? Ce lo racconta il vice presidente operativo Leonardo Pasquinelli
Ci sono parecchi segnali che non lasciano dormire sogni tranquilli ai produttori televisivi che condividono con i broadcaster la responsabilità  dell’offerta che va in onda.
La crisi pubblicitaria continua a picchiare duro se Publitalia e Sipra denunciano un segno meno sulla trimestrale della raccolta e, guarda caso, Mediaset ha appena deciso un taglio di 30 milioni sui programmi e la Rai, con l’arrivo alla direzione generale di Lorenza Lei, ha approvato all’unanimità  la costituzione della direzione Intrattenimento come primo passo verso il nuovo modello amministrativo articolato in Generi/Canali. La gestione dello spettacolo toglierà  peso ai produttori esterni (vedi pag. 80).
Ad allarmare c’è poi l’indebolimento delle reti più forti sotto attacco dalla grande offerta di televisione che si ha con il digitale e che sta modificando la dieta degli spettatori.
Ma si nota anche il sempre più marcato avvitamento del prodotto generalista, specie dei generi capobastone del palinsesto come l’intrattenimento che, al di là  che vada meglio su Canale 5 e peggio su Raiuno, dimostra una certa incapacità  di rinnovarsi, attanagliato da una lunga paralisi creativa.
Per sondare gli umori della categoria abbiamo sentito Endemol, la società  di Paolo Bassetti che, seduta su un fatturato di oltre 100 milioni, è la first lady dell’intrattenimento, megarifornitore di show e reality, ‘Grande Fratello’ in testa, per tutte le tivù. Campione dei formati esteri, Endemol è però anche il produttore dell’italianissimo ‘Vieni via con me’, lo spettacolo evento di Fazio e Saviano che in autunno ha catalizzato un’ovazione da stadio. È anche una società  di cui Mediaset controlla il 33%, fattore che ha indubbiamente pesato sul mancato rinnovo da parte della Rai del contrattone quadro triennale scaduto nel 2009 del valore di 120 milioni.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 417 – maggio 2011