Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 maggio 2011 | 11:55

Lei alla prova

Il primo atto del nuovo direttore generale della Rai è stato riprendere in mano il dossier del Piano industriale 2010-2012, rimasto ad ammuffire nei cassetti del suo predecessore. In ballo molte scelte difficili che dimostreranno la tenuta manageriale della prima donna a capo del servizio pubblico. La polvere che si era accumulata è stata prontamente rimossa e agli occhi dei commessi a cui era stata data l’incombenza di ricercarlo è apparso un documento di cui in azienda si era quasi persa traccia: il Piano industriale 2010-2012. Dalla polvere sono emersi titoli quasi dimenticati, quali ‘Revisione del modello organizzativo dell’area prodotto’, ‘Valorizzazione delle torri di trasmissione di Rai Way’, ‘Outsourcing delle aree no-core’, ‘Ristrutturazione della produzione’, e nei corridoi del settimo piano di Viale Mazzini si sono rivisti circolare gli uomini della Bain & Company, la società  di consulenza che ha collaborato alla stesura del documento industriale.
Il primo atto di Lorenza Lei, da neo direttore generale, è stato dunque quello di riprendere in mano il dossier del Piano che – insieme ai suoi colleghi vice direttori generali Marano, Leone e Comanducci – aveva predisposto e consegnato al suo predecessore Mauro Masi: un elenco puntiglioso e concreto degli interventi strutturali da compiere per riportare in equilibrio economicofinanziario la Rai e renderla più competitiva sul mercato. Un elenco che è rimasto da molto tempo in attesa di attuazione.
È da qui che inizia il mandato della Lei. Ed è da qui che si giocherà  la partita del rilancio aziendale sulla base di quelle capacità  manageriali che hanno trovato, al momento, ampia fiducia nel voto del consiglio di amministrazione, che all’unanimità  ha proposto al ministero dell’Economia e delle finanze (azionista Rai) Lorenza Lei alla guida della Rai.
La prima donna a capo della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo ha già  comunicato la sua intenzione di porre mano alla riorganizzazione aziendale senza ulteriori indugi. Il primo atto è adottare un modello editoriale simile a quello dei principali gruppi televisivi europei, che prevede una netta separazione tra i Canali, responsabili dei palinsesti, e i Generi, responsabili del prodotto.
La nuova configurazione organizzativa prevede dunque il rafforzamento del ruolo di coordinamento strategico, editoriale ed economico del vertice aziendale, la netta separazione delle competenze e delle attività  di palinsesto rispetto a quelle connesse alla realizzazione dei programmi, l’individuazione del canale televisivo quale dimensione organizzativa e strategica, e del genere quale centro di specializzazione per la fornitura del prodotto.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 417 – maggio 2011