Televisione

25 maggio 2011 | 11:37

TV:DA DANTE A SCIMONE PER ATTO UNICO DI RAI EDUCATIONAL

ANSA/TV:DA DANTE A SCIMONE PER ATTO UNICO DI RAI EDUCATIONAL
DAL 31 MAGGIO, QUATTRO PIECES PER INNOVATIVO VIAGGIO NEL TEATRO
ROMA
(di Daniela Giammusso) (ANSA) – ROMA, 25 MAG – Emma Dante, Fausto Paravidino, Spiro Scimone e Letizia Russo. In una stagione che ha saputo sfatare il mito che il teatro sul piccolo schermo non funzioni (5 milioni di spettatori hanno seguito le commedie di Eduardo con Massimo Ranieri), quattro pieces dei nostri più applauditi giovani drammaturghi debuttano sul piccolo schermo in ‘Atto Unico’, serie di quattro puntate targata Rai Educational, in onda su Rai3 dal 31 maggio alle 24.40. Presentato ieri sera dal responsabile Stefano Ribaldi e dagli autori Gianfranco Capitta e Sandro Vanadia, il progetto è un viaggio inedito nel teatro contemporaneo italiano, una rilettura, a volte una reinterpretazione, ma mai una semplice trasposizione, di testi già  apprezzati anche all’estero, mescolando il linguaggio del palcoscenico, al cinema, alla grafic novel e al cartoon. Un esperimento che, oltre ad avvicinare lo spettatore al teatro, indaga il confine tra finzione scenica e storie di vita. “Il teatro per noi va visto in teatro – spiega Capitta – Abbiamo scelto gli autori migliori della generazione sotto i 40 anni, forse l’ultima che sa scrivere”. Ad aprire il ciclo, il 31, sarà  Emma Dante, con il suo testo bandiera ‘Carnezzeria’. Seguirà , il 1 giugno, ‘La malattia della famiglia M’ di Fausto Paravidino, testo entrato anche nel repertorio della Comedie Francaise, proprio come ‘La festa’ di Spiro Scimone, in onda il 7. Chiude ‘Babele’ di Letizia Russo l’8 giugno. Quattro testi, interpretati dagli allievi dell’Accademia Nazionale Silvio D’Amico, che casualmente hanno tutti la famiglia al centro, dagli orrori ancestrali della Sicilia della Dante alla piccola borghesia padana di Paravidino. Ma a scardinare la tradizione della messa in scena è la presenza in video dell’autore, che interviene e si confronta con gli attori, in un dialogo tra scena, note critiche, voci esterne (ad esempio di psicologi e psicoterapeuti) e scenografie alla ‘Dogville’, il film ‘teatrale’ di Lars von Trier. “Come mai alla Rai vi fanno fare questa cosa?”, domanda provocatoriamente Andrea Camilleri, regista in tv delle commedie di Eduardo come di un Beckett con Renato Rascel e Adolfo Celi insieme. “Una volta – racconta – un dirigente Rai mi disse che in teatro erano sempre le stesse storie, sempre gli stessi movimenti. Gli risposi che anche quando si fa all’amore i movimenti sono sempre gli stessi, eppure non ci si annoia mai”. D’accordo Corrado Calabrò, che per sfuggire alla schiavitù dell’audience suggerisce di puntare sulla tv on demand, “una tv di nicchia – dice – ma una nicchia può diventare un cenacolo, guarda Paolo o Giovanni”. Conclude Scimone: “Vorrei che questi atti unici fossero degli aperitivi e stimolassero le persone ad andare a consumare il pranzo e la cena in teatro”.(ANSA).
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