Televisione

30 maggio 2011 | 9:49

TV: MINZOLINI “SERVE TOLLERANZA,NO A GIUDIZI DI MASANIELLI INFORMAZIONE”

TV: MINZOLINI “SERVE TOLLERANZA,NO A GIUDIZI DI MASANIELLI INFORMAZIONE”

ROMA (ITALPRESS) – “Non avrei voluto parlare questa sera ma una mia redattrice e’ stata criticata pesantemente per l’intervista al presidente del Consiglio della settimana scorsa. Piu’ che critiche le sono state rivolte delle vere e proprie manganellate mediatiche anche in una trasmissione di questa azienda”. Inizia cosi’ un editoriale del direttore del Tg1, Augusto Minzolini, andato in onda stasera nell’edizione delle 20, facendo riferimento, senza citarla direttamente alla trasmissione Annozero di ieri sera, e in particolare all’intervento di Marco Travaglio.

“Il sottoscritto non condivide tutto quello che va in onda sulle reti Rai, pero’, rispetta ogni trasmissione e ogni punto di vista. Non ho mai espresso giudizi negativi, usato espressioni al limite dell’insulto verso altri, ne’ tantomeno richiesto epurazioni – prosegue Minzolini -. Non ho neppure stigmatizzato il fatto che qualche pseudo sacerdote dell’informazione avesse elevato al rango di icona anti-mafia un mezzo cialtrone come Massimo Ciancimino che per mesi e mesi ha preso per il naso i media italiani con bugie e pseudo rilevazioni solo per salvare il patrimonio di famiglia messo insieme all’ombra delle cosche. C’e’ chi ammette gli sbagli e chi no ma alla fine ognuno fara’ i conti con la propria coscienza. Chi mi conosce sa, pero’, che questo mio atteggiamento non e’ mai stato determinato da debolezze o da timori – sottolinea il giornalista -, semmai dal rispetto per l’azienda in cui lavoro e, soprattutto, da un senso di tolleranza. Sono convinto, infatti, che se si vuole salvaguardare il pluralismo nell’informazione di questo paese bisogna essere tolleranti. La ricchezza di posizioni e’ un bene, non e’ un male”.

“L’importante, pero’, e’ che queste siano espresse sempre con il dovuto rispetto verso chi non la pensa come noi. Non e’ l’a, b, c solo del pluralismo ma della democrazia – prosegue il direttore del Tg1 -. Ecco perche’ non accetto che Masanielli improvvisati o Robespierre da strapazzo si ergano a giudici inappellabili su cio’ che e’ buona informazione e su cio’ che non lo e’”.

“Ecco perche’ trovo surreale che chi grida al regime e si atteggia a vittima, nel contempo, si trasformi in aguzzino di un regime alla rovescia – conclude Minzolini -. Appunto, tolleranza. Un sentimento che dovrebbe animare specie chi ha la responsabilita’ di usare uno strumento delicato come la tv. Questo paese in un recente passato ha avuto fin troppi cattivi maestri. E la spirale violenta che avvolge queste ultime ore di campagna dimostra che proprio, dico proprio, non ne ha bisogno di altri”.