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31 maggio 2011 | 15:44

TLC: PAGELLA UE, POCO INTERNET IN ITALIA, BENE IL MOBILE

TLC: PAGELLA UE, POCO INTERNET IN ITALIA, BENE IL MOBILE
MANCA ‘VERA’ BANDA LARGA, MA PRIMI PER INVESTIMENTI SU RICAVI
BRUXELLES
(ANSA) – BRUXELLES, 31 MAG – Tanta telefonia mobile, ancora poca ‘vera’ banda larga (con appena l’8,3% delle linee che in Italia a luglio 2010 superavano la velocità  dei 10 Mpbs), scarso uso regolare di internet, ma anche alta percentuale di investimenti rispetto ai ricavi: sono i dati principali della pagella sulle telecomunicazioni italiane presentata a Bruxelles. Una pagella che fa il punto sulla digitalizzazione nell’intera Europa: un processo che nei 27 paesi della Ue fa passi avanti, ma deve comunque accelerare globalmente il ritmo di crescita. A un anno dal lancio dell’Agenda digitale europea – che detta i tempi dello sviluppo delle tlc in generale e di internet in particolare – la Commissione europea ha pubblicato un quadro di valutazione “positivo” per l’uso della Rete, ma “deludente” per la crescita complessiva del settore (-0,7% nel 2010), per i ricavi in calo (332 miliardi di euro nel 2009, erano stati 350 mld nel 2008), per il livello complessivo degli investimenti e soprattutto per la diffusione delle nuove reti superveloci a banda larga. Per quanto riguarda l’Italia lo “scoreboard” della Ue ha confermato il ruolo di first player per la telefonia mobile, in particolare per quanto riguarda la penetrazione della copertura internet mobile 3G (con un dato del 65% superiore rispetto alla media europea). Ma sono preoccupanti i dati sulla diffusione della ‘vera’ banda larga su linea fissa, dove il nostro paese è agli ultimi posti in Europa. A fronte di una copertura del 96% del territorio con lineee Dsl, la quantità  di linee con una velocità  superiore ai 10Mbps è dell’89% inferiore alla media Ue. In più è ancora inferiore il 50% della popolazione la percentuale di utilizzatori abituali di internet. Peggio dell’Italia, tra i 27, solo Romania, Grecia, Bulgaria e Portogallo. Nel dettaglio, la media europea di famiglie In compenso la Commissione rileva che in Italia “nonostante il calo dei ricavi (-2,4% nel 2009), il livello degli investimenti sui ricavi rimane al di sopra della media europea (14,8% nel 2009, con una media Ue del 12%)”. In questa classifica il nostro paese è al primo posto fra Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. Nell’analisi dei dati complessivi, la Commissaria europea responsabile del settore, Neelie Kroes, sottolinea che “gli Stati membri, la società  civile e la Commissione devono fare di più se vogliamo sfruttare appoeno il potenziale dell’Agenda per conservare la competitività  europea, stimolare l’innovazione e creare posti di lavoro e prosperità ”. A livello di intera Unione europea, Bruxelles ha riscontrato in generale un incremento dell’uso regolare di internet (arrivato al 65% dell’intera popolazione), degli acquisti online (fatti dal 40% dei cittadini europei) e nello sviluppo dell’eGovernment. Ma sono “insufficienti” i progressi nel commercio elettronico transfrontaliero, nelle presenza online delle Pmi (solo il 26% fa acquisti e appena il 13% riesce a vendere). (ANSA).
GLD/ S0A QBXB