Editoria

03 giugno 2011 | 16:14

NyTimes/ Abramson e le altre: le donne dell’editoria americana

NyTimes/ Abramson e le altre: le donne dell’editoria americana

Arianna Huffington e Tina Brown sono due delle stelle

New York, 3 giu. (TMNews) – Chissà  cosa avrebbero detto Ann Franklin (nel 1762, la prima donna chiamata a dirigere un quotidiano, il Newport Mercury), Mary Katherine Goddard (nel 1774 editore del Maryland Journal) e Murguerit Higgins (prima donna a vincere un Pulizer nel 1951 per le sue corrispondenze per il New York Herald Tribune). Chissà  come avrebbero commentato il fatto che, dopo 160 anni di storia del quotidiano più blasonato degli Stati Uniti, una donna è stata nominata direttore del New York Times.

Jill Abramson, che prende il posto del dimissionario Bill Keller, è il segno dei tempi che cambiano per il giornalismo americano (è stata per altro l’artefice del successo dell’edizione online del quotidiano newyorkese).

Abramson ha scritto il suo nome nella storia, allungando la lista delle donne più influenti del giornalismo a stelle e strisce. Se la televisione americana ha la sua icona in Oprah Winfrey, simbolo stesso del piccolo schermo per quasi trent’anni, sono altre le regine della carta stampata (e per estensione i giornali digitali dell’era di internet). Arianna Huffington per dirne una, che dopo una brillante carriera come commentatrice alla metà  degli anni Novanta, ha professionalmente svoltato con la fondazione del sito The Huffington Post, acquistato da Aol lo scorso febbraio e considerato fonte credibile di notizie grazie alla collaborazione con giornalisti, rappresentanti del governo e celebrity.

Altro sito di grande popolarità , grazie anche alle costanti collaborazioni con personaggi da Tony Blair e Condoleezza Rice, e altra donna che lo guida. The Daily Beast, fondato nel 2008, è un portale di notizie e opinione fondato e diretto da Tina Brown, ex direttore di Vanity Fair e del New Yorker. Per quanto riguarda la carta stampata, una delle donne più influenti del XX secolo è stata Katharine Graham, editore del Washington Post e una guida decisa in tempi difficili per gli Stati Uniti (basti pensare allo scandalo Watergate, fatto scoppiare proprio dalle inchieste del quotidiano di Washington firmate da Woodward e Bernstein).

Inoltre, è appena il caso di ricordare Vogue America e la sua direttrice Anna Wintour, che è riuscita a trasformare in un impero rispettabilissimo una forma di giornalismo – quello dei giornali di moda – per lungo tempo considerato una frivola nicchia. Una nota a margine: secondo l’American Society of Newspaper Editors, le donne rappresentano il 37,23 per cento dei dipendenti di quotidiani americani.