Editoria

06 giugno 2011 | 11:56

Editoria/ Mercato editoriale elettronico vale 200 mln in Italia

Editoria/ Mercato editoriale elettronico vale 200 mln in Italia

Lombardia regione “regina” del mercato con 40 mln di giro affari

Milano, 6 giu. (TMNews) – In Italia il giro d’affari di librerie online, e-book e editoria elettronica è di 200 milioni di euro l’anno, meno del 10% del totale del comparto. E’ la stima dell’ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Istat, Registro Imprese e Associazione italiana Editori.Si tratta di un mercato che è destinato a crescere, dal momento che la lettura e l’uso di internet in generale aumentano mediamente in Italia in un anno di 4 punti percentuali. Sopra la media italiana l’uso di internet è cresciuto soprattutto in Abruzzo (+6,9 punti percentuali), Marche (6,9), Liguria (6,4), Sicilia (6,3) e Toscana (6). La Lombardia è la regione “regina” del mercato dell’editoria digitale: con 40 milioni di euro di giro d’affari pesa un quinto sul totale nazionale.I dati sono stati elaborati in occasione della presentazione degli Statuta Comunitatis Mercatorum Modoetie, il codice delle regole del commercio internazionale nella Monza del Trecento diventato anche e-book grazie anche al presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza Carlo Edoardo Valli, al presidente della Provincia di Monza e Brianza Dario Allevi e al sindaco di Monza Marco Mariani. L’iniziativa si inserisce nell’ambito di Lombardia Open Forum, programma di eventi che Regione Lombardia promuove in occasione del Secondo Forum mondiale dell’Unesco sulla cultura e le industrie culturali.”Grazie alla pubblicazione cartacea ed elettronica degli Statuta Comunitatis Mercatorum Modoetie – scrive in una nota Valli – resa possibile con la collaborazione della Camera di commercio di Milano, scopriamo che i mercanti monzesi dell’epoca assomigliano a quelli attuali. In primo luogo, per la proiezione internazionale, una vocazione che anche oggi rappresenta un punto di forza dell’impresa diffusa brianzola, con indice di apertura commerciale internazionale tre volte superiore a quello italiano.E quindi per l’esigenza di tutelare le proprie produzioni con i signa, gli antenati dei nostri marchi di fabbrica, che garantivano provenienza e qualità  al pari degli attuali Made in Italy e Made in Brianza, con cui tuteliamo e valorizziamo oggi le nostre produzioni”.

Red-Asa

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