Televisione

08 giugno 2011 | 15:01

SANTORO: RIZZO NERVO, LO CAPISCO LAVORAVA SENTENDOSI BOICOTTATO

SANTORO: RIZZO NERVO, LO CAPISCO LAVORAVA SENTENDOSI BOICOTTATO
(AGI) – Roma, 8 giu. – “Nessuno puo’ lavorare a lungo in un’azienda se si sente sopportato e boicottato, soprattutto se all’editore hai dato tutto quello di cui un editore normale andrebbe fiero: grande qualita’, grandi ascolti, grandi ricavi”.per questo “capisco la scelta di Michele Santoro”. E’ l’opinione di Nino Rizzo Nervo, consigliere Rai, che in un editoriale per il quotidiano ‘Europa’ ha sottolineato che “in un paese civile e normale non accadrebbe mai che il piu’ seguito (dal pubblico) dei conduttori televisivi per poter fare il suo mestiere sia costretto a dover contare sui magistrati piuttosto che sul suo editore. Ma l’Italia si conferma ancora una volta come un paese ne’ normale ne’ civile e mai il paragone con lo Zimbawe fu piu’ appropriato”. Rizzo Nervo aggiunge: “capisco anche la probabile ansia per una nuova sentenza (quella che avrebbe dovuto pronunciare oggi, forse, la Corte di Cassazione in merito al ricorso Rai contro le sentenze di primo e secondo grado dei giudici del lavoro, ndr) che avrebbe potuto indebolire le garanzie che gli avevano consentito di andare in onda in questi anni e non dimentico le condizioni in cui Michele ogni settimana e’ stato costretto a preparare le sue trasmissioni nei due interminabili anni di Masi: circolari, diffide, minacce di provvedimenti disciplinari sino al complotto politico-istituzionale messo a nudo dalle intercettazioni di Trani”. Il consigliere di opposizione si sofferma quindi sul direttore generale della Rai, dicendo di non capirlo ne’ giustificarlo perche’ “la separazione, seppur consensuale, ha cercato e assecondato. Se il problema che piu’ stava a cuore era quello di restituire all’azienda l’autonomia editoriale perduta per sentenza, l’accordo si sarebbe potuto trovare facilmente confermando, pero’, Santoro come una delle punte d’attacco piu’ pregiate della squadra Rai. Ci provammo nel novembre del 2005 io e Petruccioli, Michele lo ricordera’ bene, ma anche allora quella transazione che salvava il diritto dell’editore a decidere la propria programmazione ma che avrebbe fatto restare Santoro in Rai non passo’ in consiglio per cinque voti a quattro”. (AGI) Vic (Segue)
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(AGI) – Roma, 8 giu. – Per il consigliere di area Pd “il danno in immagine (solo qualche giorno fa il presidente del Consiglio aveva definito “micidiali” Annozero e altre trasmissioni della terza rete), in ascolti e in ricavi che deriveranno dal probabile ingaggio a La7 e’ adesso enorme e difficilmente rimediabile. Ha ragione Aldo Grasso quando giudica autolesionista la scelta di privarsi di una trasmissione che garantiva cinque, sei milioni di telespettatori ogni giovedi’ sera, che probabilmente ad autunno trasmigreranno su una rete concorrente”. Ma non e’ solo questo il punto, dice il consigliere: “Senza ‘Annozero’ Rai2, rete alla perenne ricerca di un’identita’, rischia di spegnersi e di essere superata da Rai3, Italia1 e persino Rete4″. Ecco perche’, insiste, “c’e’ bisogno di uno scatto di orgoglio e di una forte spinta da parte di tutte le componenti professionali dell’azienda. Con la sopravvivenza del servizio pubblico non si puo’ scherzare e il crollo negli ascolti di Rai2 trascinerebbe verso il baratro tutta l’azienda. Si parla in queste ore di nomine, se ne parla troppo e a sproposito. Continuo a sentire nomi di totale inesperienza mentre per salvare la seconda rete ci vuole la genialita’ di un cavallo di razza”. Rizzo nervo ricorda quindi che il dg in una recente intervista a La Stampa “ha detto che per lei contano solo il merito e i curricula. Bene, se e’ cosi’, chieda a Carlo Freccero, l’unico in grado di reinventare in poco tempo una rete, se se la sente di rimettersi in gioco. Questa si sarebbe una risposta seria all’uscita di Santoro dalla Rai”. Infine la sottolineatura che “in questa vicenda molto kafkiana, da cittadino segnalo, pero’, un fatto nuovo. Dopo l’editto di Sofia ne’ Biagi, ne’ Santoro trovarono una rete televisiva dove poter continuare a fare il loro lavoro. Oggi, per fortuna, non e’ piu’ cosi’”. (AGI) Vic