Televisione

09 giugno 2011 | 11:40

RAI: ASSOCIAZIONI AUTORI, SUBITO TAVOLO CONFRONTO CON AZIENDA

RAI: ASSOCIAZIONI AUTORI, SUBITO TAVOLO CONFRONTO CON AZIENDA
LETTERA A VERTICI, INADATTI NOMI CIRCOLATI PER FICTION E CINEMA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 9 GIU – La Rai apra subito un tavolo di confronto con gli autori sulla “riorganizzazione in atto nel comparto della fiction televisiva e sugli orientamenti di RaiCinema”: è la richiesta contenuta in una lettera indirizzata ai vertici dell’azienda dalle associazioni 100autori (Associazione della autorialità  cine-televisiva) Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Art (Associazione Registi della fiction Televisiva), Doc It (Associazione Documentaristi Italiani) e Sact (Scrittori Associati di Cinema e Televisione italiani). “Con l’avvento di un nuovo direttore generale – spiegano le associazioni in una nota – si rende urgente l’apertura di un tavolo di lavoro nel quale confrontare le strategie che la Rai intende mettere in atto per il rilancio e lo sviluppo tanto della fiction quanto del cinema. Sulle prossime nomine alla presidenza di Rai Cinema e alla direzione di Rai Fiction, è indispensabile che coloro che verranno designati per ricoprire tali incarichi soddisfino i seguenti criteri: 1) un alto e riconosciuto profilo culturale, 2) la comprovata esperienza nel settore, 3) l’irreprensibilità  della condotta tenuta nei precedenti incarichi, 4) una forte adesione agli obiettivi della struttura che andranno a presiedere. Tali requisiti irrinunciabili, non corrispondono ai profili di alcuni dei nomi circolati in questi giorni sui giornali”. Le associazioni chiedono che “si apra al più presto una fase di confronto aperto e costruttivo con la Rai” e si impegnano “a vigilare con rinnovata attenzione sulle scelte del servizio pubblico. Dal rispetto del contratto di servizio al rispetto dei diritti dei lavoratori, dalla difesa del pluralismo e della laicità  a quella del diritto degli spettatori a fruire di prodotti sempre migliori per qualità  e diversificazione. Solo tutelando i diritti di chi l’audiovisivo lo fa e gli interessi di chi lo fruisce, si contribuisce tutti alla crescita civile, democratica ed economica del nostro paese”. (ANSA).
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