Editoria

10 giugno 2011 | 9:41

EDITORIA: DALLA CHIESA (ASIG),1 MLD INVESTIMENTO SU ROTATIVE

EDITORIA: DALLA CHIESA (ASIG),1 MLD INVESTIMENTO SU ROTATIVE
MA ORA E’ NECESSARIO OTTIMIZZARE E APRIRE A MERCATI DIVERSI
FIRENZE
(ANSA) – FIRENZE, 9 GIU – Un grande sforzo di investimento, circa 1 miliardo di euro negli ultimi sei anni per 80 rotative di ultima generazione. “Ma ora è necessario ottimizzare, trovare soluzioni alla sovraesposizione produttiva e aprire a mercati nuovi”, ha spiegato oggi Giulio dalla Chiesa, presidente della Asig, l’Associazione stampatori italiani giornali, in occasione dell’apertura della conferenza internazionale sull’industria dei quotidiani ‘Il futuro da costruire’, organizzata da Wan-Ifra Italia, Asig e Fieg. Dalla Chiesa ha sottolineato come il cambiamento di tecnologia in Italia e il passaggio al full-color è stato uno degli esempi più avanzati in Europa con una diminuzione del personale e una forte riqualificazione di quello impiegato nei nuovi impianti. L’Asig ha presentato oggi il suo primo libro bianco sugli stabilimenti di stampa per quotidiani, realizzato dall’Osservatorio ‘Carlo Lombardi’, dal quale emerge che la capacità  di stampa teorica del complesso degli impianti è “di oltre quattro milioni di copie l’ora in accumulo, che cresce a oltre sei milioni l’ora se le macchine a doppio sviluppo producono in modalità  diretta”. Due i trend principali del settore messi in rilievo dal Libro bianco. In primo luogo, la significativa “sovracapacità  produttiva del settore nel suo complesso. Al netto delle effettive velocità  di stampa delle rotative rispetto alle velocità  nominali – si legge -, al netto dei cambi di testata e di edizione, possiamo stimare che per smaltire l’intera produzione giornaliera italiana bastino meno di tre ore di impegno degli impianti esistenti”. “Abbiamo dunque – spiega il Libro bianco -, a fronte di un calo ormai costante delle diffusioni e dunque delle copie richieste dagli editori, una capacità  di stampa sovrabbondante”. Il secondo elemento sottolineato riguarda il quadro contrattuale. Sui 91 centri stampa che risultano attivi nella stampa di quotidiani in Italia, “quasi il 30% – indica la ricerca – non applica il contratto di lavoro dei quotidiani nella sua interezza, particolarmente per quanto riguarda il versamento dei contributi dovuti al Fondo Casella”. (ANSA).
GRO/ S0A QBXB