New media, TLC

10 giugno 2011 | 15:16

Tlc/ Asati: Telecom sia libera di programmare gli investimenti

Tlc/ Asati: Telecom sia libera di programmare gli investimenti

“Iniziativa Tavolo Romani non ha precedenti”

Roma, 10 giu. (TMNews) – Lasciamo libera Telecom di programmare gli investimenti. E’ quanto chiede in una nota, Asati, l’associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia. “Premesso che il ministro Paolo Romani forse dimentica che l`accordo firmato il 10 novembre 2010 con Telecom Italia era per le zone a fallimento di mercato, mentre per le città  principali valevano le regole del libero mercato con la concorrenza dei vari operatori, Asati ritiene che la strategia di Telecom Italia sulla rete ‘ngn’ a larga banda sia senza dubbio condivisibile”.”In sintesi – aggiunge – lasciamo libera Telecom Italia di portare avanti autonomamente il proprio piano industriale nell’interesse dell’azienda, dei suoi azionisti e del Paese.
L`iniziativa del Tavolo Romani non ha precedenti. Nessun Paese al mondo obbliga i privati a consorziarsi, tra loro e con il pubblico, per la realizzazione di un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo , limitando l’iniziativa privata e non aggiungendo nulla a quanto già  nei piani dell`incumbent”.”E’ una mera sovrapposizione del pubblico sul privato che – si legge – non risponde ad alcuna logica di politica economica e ci porta indietro nel tempo, ad uno Stato con volontà  interventista ma che non aggrega valore e visione industriale”.

(Segue)
Tlc/ Asati:Telecom sia libera di programmare gli investimenti -2-
Governo assicuri le annunciate risorse du digital divide

Roma, 10 giu. (TMNews) – Successivamente alla privatizzazione del 1997 della Stet/Sip, che ha danneggiato soprattutto gli azionisti di minoranza che come noto non fu preceduta da una liberalizzazione dei servizi di tlc, sottolinea Asati, sarebbe un paradosso che il Governo, impedisse ora ad una Società  privata di programmare investimenti in tecnologie di rete avanzate per contribuire in maniera significativa alla crescita del Paese e al recupero del valore del titolo per i suoi azionisti.Ad avviso di Asati, il ruolo del Governo dovrebbe essere invece quello di assicurare integralmente le tanto annunciate risorse dedicate alla riduzione del digital divide, 800 milioni di euro, di cui ad oggi ne risultano stanziati meno della metà .Quanto infine alla similitudine delle condizione di cessione della rete in rame con una eventuale nuova rete in fibra costruita da Telecom Italia e ceduta agli Olo, ci si dimentica che il cosiddetto “Piano Europa”negli anni `80 stanziò 12.000 miliardi di vecchie lire, quindi soldi pubblici a favore del gruppo Stet/Sip ,per rinnovare completamente la rete in rame di utente,per cui e` fuori luogo solo ipotizzare e pensare condizione simili per la nuova rete in fibra, a privatizzazione ormai avvenuta.

Red-Pie

101607 giu 11
Red-Pie

101559 giu 11