Cinema, Televisione

13 giugno 2011 | 13:41

MEDIASET: FIGLIO SERGIO LEONE, FILM PAGATI A PREZZI MERCATO

DIRIGENTE GRUPPO, MAI DIRETTIVE DA BERLUSCONI O DA CONFALONIERI

(ANSA) – MILANO, 13 GIU – I film, in particolare i ‘b-movies’ americani, sono stati acquistati da Mediaset a prezzi di mercato, in linea con quanto pagava anche la Rai. Lo hanno sostenuto alcuni testimoni, chiamati dalle difese, nel processo milanese per le presunte irregolarità  nella compravendita dei diritti televisivi e cinematografici, che vede tra gli imputati anche il premier Silvio Berlusconi. Sul banco dei testi è salito oggi anche Andrea Leone – figlio del famoso regista Sergio, ‘maestro’ del genere ‘spaghetti western’ – che a metà  degli anni ’90 comprava film dai produttori statunitensi e li rivendeva sul mercato italiano, anche a Mediaset. ”I prezzi pagati da Rai e Mediaset – ha chiarito Leone – non divergevano, erano più o meno gli stessi, in linea coi prezzi di mercato”. Stando alle indagini del pm di Milano Fabio De Pasquale, gli acquisti dei film da parte di Mediaset sarebbero avvenuti, invece, a prezzi ‘gonfiati’ per creare fondi neri. Pierpaolo Trezzini, un altro testimone citato dalla difesa di uno degli imputati, Marco Colombo (intermediario nella compravendita dei film), ha confermato la tesi delle difese. “I prezzi pagati erano uguali tra Rai e Mediaset”, ha detto. Trezzini, che ha lavorato dal ’91 al ’97 per Mediaset come responsabile dei film da acquistare, ha chiarito che tra il ’93 e il ’94 Carlo Bernasconi, manager Fininvest poi deceduto, “ha stabilito che il prezzo da pagare per ogni film di serie b americano era di 150 mila dollari, come tetto massimo”. Un altro dei testimoni, Marco Cittadini, responsabile dell’ amministrazione affari fiscali del gruppo Mediaset, ha affermato di non aver mai avuto “contatti diretti con Silvio Berlusconi e non ho mai avuto da lui indicazioni dirette” su questioni riguardanti la gestione fiscale o i diritti televisivi. “Confalonieri (presidente di Mediaset e tra gli imputati nel processo, ndr) – ha aggiunto Cittadini – si occupa di linea editoriale e rapporti con le istituzioni e non si è mai occupato di queste questioni”. Al centro delle testimonianze, inoltre, c’é stato il ruolo degli intermediari nell’acquisto dei film dagli Usa per il mercato italiano. “Questi intermediari – ha chiarito Trezzini – avevano una funzione: ‘scremare’ il mercato, facendo un lavoro preventivo in contatto con produttori Usa e emittenti italiane”. (ANSA).