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15 giugno 2011 | 14:00

TLC: ASSTEL E SINDACATI CHIEDONO LIBERTA’ GESTIONE RETE

TLC: ASSTEL E SINDACATI CHIEDONO LIBERTA’ GESTIONE RETE
IN 2010 RICAVI -2,6% E OCCUPAZIONE -7%, INVESTIMENTI STABILI
MILANO
(ANSA) – MILANO, 15 GIU – “Per rilanciare il ruolo delle tlc quale volano per lo sviluppo del Paese occorre lasciare agli operatori la libertà  di gestire la rete e sperimentare nuovi modelli di business, dando valore all’offerta di banda e alla qualità  del servizio”. Lo chiedono Asstel e i sindacati dal Forum della filiera delle telecomunicazioni, appuntamento annuale di studio e approfondimento sugli scenari e le prospettive del settore. Il settore delle tlc in Italia ha sofferto nel 2010 un calo dei ricavi (-2,6%) e dell’occupazione (- 6,9%) e un forte ritardo sui servizi a banda larga come mostra il secondo rapporto sulla filiera delle Tlc in Italia presentato al Forum a cui hanno partecipato i Segretari Generali di Slc/Cgil, Fistel/Cisl, Uilcom/Uil e i vertici delle aziende aderenti ad Asstel. Continuano invece a scendere i prezzi (-8%) e nonostante questo gli operatori italiani hanno mantenuto costanti gli investimenti (6 mld) e hanno determinato un’ulteriore espansione infrastrutturale, in particolare un incremento del 6% nel tracciato in fibra ottica (per un totale di 140mila km). Il contributo del settore al Pil, si legge in una nota, scende dall’1,7% del 2009 all’1,6% nel 2010, mentre, nello stesso periodo, il margine operativo lordo degli operatori telefonici si è ridotto dell’1,2 per cento. “Resta preoccupante il ritardo italiano nella banda larga fissa con 54% di penetrazione (accessi su famiglie), a fronte del 78% del Francia, 72% della Gran Bretagna, 65% della Germania e 61% della Spagna” si legge nel rapporto. L’Italia, con 93 milioni di linee mobili e una penetrazione del 10% della banda larga mobile, mantiene la leadership europea nello sviluppo e nell’adozione di servizi di rete mobile ma solo il 30% degli accessi in banda larga mobile espande il mercato delle famiglie in banda larga, mentre il restante 70% riguarda famiglie che hanno già  accesso a banda larga da rete fissa. La colpa però secondo il rapporto è di fattori di natura sociale e culturale: il 40% della popolazione adulta non ha mai usato il PC e, tra gli over 55 anni, ben l’80% non usa internet (50% in UK). Forte è anche la disomogeneità  rilevata tra diverse aree geografiche del Paese. Quanto alle imprese, il ritardo tocca in modo particolare quelle di dimensioni medio-piccole. (ANSA).
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