Editoria

16 giugno 2011 | 9:58

RCS: DOMANI ESECUTIVO, SU TAVOLO RIASSETTO E PERIODICI

ANSA/RCS: DOMANI ESECUTIVO, SU TAVOLO RIASSETTO E PERIODICI
AVANTI SU SEMPLIFICAZIONE GRUPPO, POSSIBILE VENDITA SEI TESTATE
MILANO
(ANSA) – MILANO, 15 GIU – Rcs MediaGroup va avanti a ritmi spediti verso la semplificazione societaria e dopo aver avviato da tempo una riflessione sul perimetro di gruppo prepara la vendita di alcuni periodici, nel complesso sei, con un comitato esecutivo chiamato domani a decidere se e come procedere. In uscita dalla Periodici ci dovrebbero essere tre settimanali (Novella 2000, Visto e Il Mondo) e tre mensili (Astra, Ok Salute e Max) per i quali sono in pista a vario titolo tre soggetti del mondo dell’editoria: lo stampatore ed editore Mario Farina, l’editore Guido Veneziani e l’ex manager Rcs Alberto Donati. L’attesa è che si possa arrivare già  domani a decidere di concludere la cessione, anche se tempi e logiche della vendita potrebbero essere differenziati, ad esempio nel caso de Il Mondo e Ok Salute. Sulla possibile vendita è intervenuto intanto il Cdr di Rcs Periodici dicendosi “contrario a qualsiasi ipotesi di smembramento del gruppo” in un messaggio rivolto all’amministratore delegato Antonello Perricone e al direttore generale Matteo Novello. Secondo il Cdr, il management ha un patrimonio di testate storiche che “dopo un anno e mezzo di stato di crisi (e a stato di crisi ancora aperto), pare voglia consegnare a editori dalle intenzioni e dalla solidità  finanziaria tutte da verificare, rinunciando ad accettare la sfida di progetti innovativi”. Dal comitato esecutivo di domani arriverà  poi un nuovo passaggio nel riassetto del gruppo volto a semplificare la struttura accorpando una dozzina di partecipate, tra cui le capofila Rcs Quotidiani, Rcs Periodici ed Rcs Pubblicità  (esclusa Rcs Libri). Per procedere alle fusioni vere e proprie sarà  necessario il via libera dell’assemblea dei soci, atteso per il 20 giugno, in realtà  senza grande suspense visto che il patto di sindacato venerdì scorso ha approvato all’unanimità  la riorganizzazione. Con l’assemblea arriverà  il via libera all’ampliamento dell’oggetto sociale, grazie al quale la MediaGroup si trasformerà  da holding a società  editoriale a tutto tondo. Sulle fusioni la parola passerà  quindi al consiglio di amministrazione in agenda il 23 giugno. Sul fronte dei grandi soci Rcs il clima si è fatto intanto teso, dopo che Diego Della Valle venerdì scorso ha chiesto di rimuovere il vincolo a non aumentare le partecipazioni fuori patto, per le quali ciascun socio ha attualmente un tetto al 20% della quota sindacata. Il patto ha rimandato l’esame della questione a Piergaetano Marchetti, il giurista artefice dei meccanismi più sofisticati dell’accordo parasociale, oltre che presidente di Rcs. Un primo ‘freno’ sulla vicenda è comunque già  emerso nella riunione di venerdì dal presidente Intesa e Mittel Giovanni Bazoli e da Giampiero Pesenti, numero uno di Italcementi e presidente del patto. Ma la partita è di quelle potenzialmente in grado di scardinare gli attuali equilibri e le recenti vicende in Generali sono un precedente importante. Permettere d’emblee acquisti fuori patto significherebbe di fatto uno smantellamento del patto stesso, a meno di non voler esporre tutti e tredici i soci sindacati al possibile sfondamento delle soglie d’Opa (e relative conseguenze), che potrebbero scattare con gli acquisti di un singolo. Ma al contempo è difficile immaginare che Della Valle stia solo facendo un ‘pressing’ generico in vista vista della scadenza del patto ad ora fissata nel marzo 2014. Marchetti avrà  bisogno di studiare a fondo la partita per trovare un compromesso che non scontenti nessuno (tra l’altro nel 2005 per il codicillo anti scalata, con Ricucci in pieno tentativo di scalata, si espresse anche la Consob) e ci vorrà  dunque del tempo. Ma dopo quanto accaduto nel Leone sembra che anche in Rcs si profili una fase di importanti riposizionamenti. (ANSA).
RS/ S0A QBXB