Televisione

16 giugno 2011 | 12:18

RAI: VELTRONI, SERVE A.D. E CANONE IN BOLLETTA ELETTRICA

RAI: VELTRONI, SERVE A.D. E CANONE IN BOLLETTA ELETTRICA
ROMA
(ANSA) – ROMA, 16 GIU – Un amministratore delegato forte, non condizionato dal cda che deve occuparsi del palinsesto, e il recupero del canone grazie ad un prelievo da introdurre dentro la bolletta elettrica. Sono due delle condizioni, dice Walter Veltroni, intervistato da Giovanni Minoli, su ‘La storia siamo noi’, per far ripartire la Rai. “Chi sta nel cda della Rai, in qualche modo ora deve riferirsi ai partiti che lo hanno nominato. Allora togliamolo di mezzo questo cda” dice Veltroni secondo il quale “se la Rai torna a fare il servizio pubblico e smette di essere condizionata dagli indici di ascolto, che per altro fa solo con la programmazione di qualità  e non con i programmi con cui pensa di inseguire la tv privata, allora ègiusto mettere il canone della Rai nella tariffa elettrica”. Per Veltroni ” vale per la Rai quello che vale per il paese e le tasse: ci sono quelli che lo pagano e quelli che non lo pagano. Per chiedere il canone, però, la si smetta di fare lo scimmiottamento della tv privata”.(ANSA).
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RAI: VELTRONI, CON BANKITALIA FUORI DA CONTROLLO PARTITI (2)
ROMA
(ANSA) – ROMA, 16 GIU – La Rai, ricorda l’esponente del Pd, “é stata concepita quando c’era il sistema proporzionale. Ora c’é il sistema bipolare maggioritario e questo passaggio ha significato lo spoil system: chi vince le elezioni cambia tutto. Così, però un’ azienda impazzisce”. Ma, gli viene chiesto da Minoli, lei, insieme ad Agnes è stato l’autore di una delle pì fantastiche lottizzazioni fatta nel paese: la terza rete al partito comunista e tutto il potere gestionale al direttore generale. “Non era una lottizzazione nel senso tradizionale del termine” si difende Veltroni ricordando che “in quel momento la Rai era sotto attacco della concorrenza privata. Mi ricordo – continua – che nei documenti della P2 si diceva di dissolvere la Rai a favore della libertà  di antenna e, guarda caso il proprietario del principale gruppo privato era iscritto alla P2″. “L’ho fatto in funzione della difesa del servizio pubblico, convinto che un paese con un servizio pubblico debole e un pensiero unico sarebbe stato, come è stato un paese più debole. Ma anche perché – ricorda ancora – dentro la Rai c’erano forze culturali che erano tagliate fuori”. “Quel servizio pubblico batté Berlusconi e allentò la presa dei partiti perché prima di quella scelta il cda, nominato dai partiti decideva anche sulla carta igienica”, ricorda ancora Veltroni. (ANSA).
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