Editoria

16 giugno 2011 | 15:53

GIORNALISTI: ORDINE, NO A SCHIAVITU’ E SFRUTTAMENTO PRECARI

GIORNALISTI: ORDINE, NO A SCHIAVITU’ E SFRUTTAMENTO PRECARI
ROMA
(ANSA) – ROMA, 16 GIU – “La libertà  di stampa e la qualità  dell’informazione passano attraverso il rispetto delle regole e della dignità  delle persone e del loro lavoro. Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti esprime la sua ferma condanna per le pratiche sempre più diffuse di sfruttamento del lavoro giornalistico e ribadisce la necessità  di avviare un’azione a largo raggio su questa tematica, diventata ormai un’emergenza, al fine di garantire uguali diritti a tutti coloro che svolgono la professione giornalistica”. E’ quanto si legge nell’ordine del giorno approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti con 136 voti favorevoli e due astenuti. Il Cnog chiede ai direttori “di vigilare e farsi parte attiva affinché le prestazioni di lavoro giornalistico affidate a colleghi non contrattualizzati non ledano la loro dignità  professionale dal punto di vista etico e dei compensi troppo bassi. Facendo in tal caso emergere eventuali violazioni di tipo deontologico a carico degli stessi direttori e dei colleghi con funzioni dirigenziali che tollerano queste situazioni”. Chiede inoltre che “sia istituito, anche sulla scorta di quanto segnalato dai presidenti degli Ordini regionali, un Comitato Tecnico Permanente che avvalendosi di contributi legali e di esperti, individui un Quadro normativo che consenta di dare nuovi strumenti per la tutela della dignità  giornalistica e certezze di diritto per gli Ordini regionali chiamati a intervenire in materia disciplinare” e che “sia istituita al più presto una soglia minima di retribuzione che i contributi pubblici alle aziende editoriali siano vincolati a criteri di chiarezza e trasparenza, escludendo gli editori che non applicano ai giornalisti condizioni contrattuali dignitose”. L’Ordine sollecita “l’Inpgi ad avviare ispezioni a tutela del rispetto delle norme contrattuali nelle aziende, con particolare riferimento al lavoro precario. E a valutare la posizione di chi pur essendo in pensione continua a svolgere la professione con le modalità  del lavoro dipendente utilizzando i benefici di legge a danno dei colleghi in attesa di essere regolarizzati” ed esprime “pieno appoggio all’iniziativa di convocare a Firenze per ottobre un incontro nazionale della categoria con Fnsi e Inpgi per affrontare insieme la grande emergenza dei precari”. (ANSA).
COM-CAS/ S0A QBXB