Televisione

17 giugno 2011 | 9:58

SANTORO: DOPO ADDIO RAI FUTURO PER SALVARE CURRENT?

ANSA-FOCUS/ SANTORO: DOPO ADDIO RAI FUTURO PER SALVARE CURRENT?
PARENZO, QUESTA VOLTA IL ‘TELESOGNO’ SI PUO’ AVVERARE
ROMA
(di Alessandra Magliaro) (ANSA) – ROMA, 16 GIU – Guai a chiamarlo ‘Telesogno’: la sostanza è quella ma il termine, considerando che risale al ’94, porta ai protagonisti leggermente sfiga. Michele Santoro, detto addio alla Rai, starebbe pensando di unire le forze con altre persone del mondo dell’informazione e della televisione per una cordata che salvi Current, il canale indipendente fondato da Al Gore dal 31 luglio non più distribuito dalla piattaforma satellitare Sky. E sarebbe questo il suo futuro prossimo, magari anche da dg, come annunciato martedì, ma per Current, mentre con La7 sarebbe una vicenda chiusa come farebbero pensare le parole espresse oggi da Santoro a Un giorno da pecora “Saremmo al 100% se le loro intenzioni fossero buone, concrete e rispettose delle nostre prerogative. Bisogna soltanto aspettare”. In quella che qualcuno già  definisce la ‘cordata’ per Current ci sarebbero oltre lui, l’editore e produttore Sandro Parenzo, presidente di Mediapason, società  editrice delle reti Telelombardia, Antenna 3, Videogruppo e Canale 6, nel cinema e nella tv con la società  Videa ma anche Il fatto quotidiano e tutti coloro che vorranno esserci, magari tra coloro che hanno firmato l’appello per salvare il canale, a cominciare da Roberto Saviano. La serata di domani di Bologna, ‘Tutti in piedi!’, che Current trasmetterà  in diretta alle 21 (e il Fatto Quotidiano in streaming), più che un test del progetto è una conferma, visto che c’é già  un precedente in Rai per una notte, la serata dal Paladozza di Bologna del 2010, sempre su Current. Domani sera Michele Santoro e il suo gruppo esprimeranno solidarietà  al canale italiano fondato da Al Gore al grido di “Salviamo Current”. Ma è più che solidarietà , perché, sembra, Santoro ha voglia di impegnarsi davvero in una tv che potrebbe calzargli a pennello. Dice all’ANSA Parenzo: “Il progetto non è di ieri, ci proviamo ahinoi da quasi 20 anni nel tentativo di fare una tv senza condizionamenti, cosa che tranne che in Italia e in Thailandia, dovrebbe essere tale e non un’ambizione. Solo che dal Telesogno ad oggi sono cambiate tante cose: la tecnologia con l’avvento del digitale terrestre, la possibilità  di un sistema di trasmissione integrato, con web e tv locali per cui un evento o una tv possono andare sul digitale, sul satellite e in streaming. Rai e Mediaset sono rimaste le stesse, La7 sta crescendo ma il futuro non è quel tipo di tv generalista. Sono cambiati gli italiani soprattutto e i risultati del referendum, così come la manifestazione delle donne del 13 febbraio ‘Se non ora quando’ hanno fatto emergere un’Italia che non era stata conteggiata né dall’Auditel né altrove. C’é una gigantesca partecipazione mai misurata prima, un segnale concreto della società  civile che vogliamo raccogliere e pensiamo per questo che si possa fare anche una forma di azionariato degli utenti”. La ‘cordata’ per Current sarebbe in trattativa con gli editori del canale, l’ultima parola spetterà  ad Al Gore e soci che potrebbero, si apprende, non ritenere utile un nuovo investimento in Italia e chiudere tutto oppure decidere di investire di nuovo. Del resto in un’intervista a Italia Oggi di qualche giorno fa, il direttore di Current Tommaso Tessarolo faceva esplicito riferimento a contatti con Santoro. Cosa esattamente potrà  fare Santoro nell’ambito, da direttore vero e proprio piuttosto che da producer dei documentari, è ancora tutto da stabilire, resta intanto l’impegno per l”altra informazioné capace, come ha fatto dall’8 maggio 2008 Current, di cavalcare il vento di cambiamento che oggi muove l’Italia. (ANSA).
MA/ S0A QBXB