Editoria

18 giugno 2011 | 9:52

Benigni infiamma la piazza di Santoro: l’Italia s’è desta

Benigni infiamma la piazza di Santoro: l’Italia s’è desta

Parata di star per 110 anni Fiom, il successo di “tuttinpiedi”

Bologna, 18 giu. (TMNews) – ‘Rai per una notte’ doveva, appunto, essere per una notte. Fu una serata dettata dall’eccezionalità  di un evento con cui Michele Santoro voleva denunciare la presunta censura nella tv di Stato. Lo spettacolo che è andato in scena ieri a Bologna, per la festa dei 110 anni della Fiom, ha avuto una preparazione e un ingranaggio diversi. Con ‘Tutti in piedi’, le rivendicazioni del sindacato “più di sinistra” si sono unite ad un vero e proprio cast della Rai, arricchito dall’attore Roberto Benigni, dal magistrato Antonio Ingroia e da altri ospiti. In più, i contributi video, Maurizio Crozza e Corrado Guzzanti su tutti. E proprio Benigni, ospite a sorpresa, ha infiammato la piazza: L’Italia “s’è desta”.

Il ritmo è stato comunque quello di una trasmissione televisiva, una sorta di ‘Annozero’, liberato delle polemiche e dei contradditori politici. E’ una miscela, proposta dal vivo, che ha attirato migliaia di persone, in gran parte giovani, sul prato di villa Angeletti. “Sta nascendo qualcosa di nuovo”, si è lasciato sfuggire Michele Santoro, poco prima dell’inizio. Per il resto, il conduttore Rai, dato per prossimo al passaggio all’emittente privata ‘la 7′, non ha voluto parlare. Neanche dal palco, dove è intervenuto a oltre due ore dall’inizio per annunciare “in questa piazza, il mio amico Roberto Benigni”.

L’ospite tanto atteso è stato infatti il premio Oscar, che, con una battuta spiazzante, ha voluto, ancora, riportare l’attenzione sul senso di una serata tanto particolare: “Michele, stai facendo un uso criminoso della Fiom”. E infiammare tutti: “Questo paese s’è desto. Viva il lavoro”

Proprio la Fiom, il sindacato fino a poco tempo fa bollato di inguaribile nostalgia per il Novecento, è salito prepotentemente alla ribalta. “Non si era mai vista una partecipazione simile per una nostra festa – ha detto ai giornalisti il segretario generale Maurizio Landini – e, naturalmente, dobbiamo dire grazie a Michele Santoro. Ma è stato tutto spontaneo e semplice: ‘Anno zero’ è stata la trasmissione di grande ascolto che più ha dato voce ai diritti calpestati dei lavoratori”. (Segue)
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Santoro in tuta da metalmeccanico: premier mi voleva disoccupato

Bologna, 18 giu. (TMNews) – Una serata partita e ideata dalla Fiom, “con una telefonata”, ricorda il segretario: “abbiamo pensato che la serata dei 110 anni dovesse essere una cosa attiva, un momento di partecipazione e di discussione e abbiamo fatto la cosa più semplice del mondo. Abbiamo telefonato a Michele, gli abbiamo detto l’idea che avevamo e gli abbiamo chiesto se era disponibile a gestire la serata”. Santoro ha fatto molto più che “gestire” la serata. E, anziché nelle vesti di conduttore – ruolo ricoperto piuttosto da Serena Dandini, con la sua maglietta ‘Rai pride’- è stato lui il regista della serata.
“Stiamo lavorando, stiamo lavorando”, ha continuato a ripetere dietro il palco, mentre firmava autografi o pregava la stampa di lasciarlo in pace. E da lavoratore Santoro si è presentato sul palco, in tutta blu da metalmeccanico: “lei sta facendo di tutto per farmi diventare un disoccupato – si è quindi rivolto a Silvio Berlusconi – ma non ci riuscirà . E siccome lei una volta ha detto di essere un presidente operaio, le parlo da operaio a operaio”.

Dove finiscano le rivendicazioni lavorative dei giornalisti Rai, presenti alla serata, come Corrado Formigli, Milena Gabanelli, Sandro Ruotolo, oltre a Santoro, e dove inizino quelle dei precari di tutti i giorni, non è dato saperlo. Ma forse dagli interventi di Benigni al set dei Subsonica (con l’inno di sinistra “liberi tutti”) ai contributi video di Maurizio Crozza, in versione Marchionne e di Corrado Guzzanti, e, soprattutto, i monologhi dei singoli rappresentanti del mondo giovanile, il tentativo è stato proprio quello di fondere le lotte dei lavoratori, che festeggiano i 110 anni della Fiom, con le più moderne tecniche dei mass media. Certamente, non “un uso criminoso della Fiom”, come ha detto scherzano Benigni, ma un uso nuovo ancora tutto da scoprire.