Borsino dei direttori

20 giugno 2011 | 15:10

da condirettore di ‘Vanity Fair’ a direttore di ‘Amica’

Ci ha pensato su un paio di settimane prima di accettare, perché non si trattava solo di passare da un giornale a un altro, ma di lasciare dopo 24 anni la casa editrice dove ha imparato tutto, da praticante dell’Uomo Vogue a condirettore di Vanity Fair. Poi naturalmente ha detto sì: troppo stuzzicante l’idea di occuparsi, come direttore di Amica, a tutto tondo di un giornale e soprattutto di ripensare daccapo uno dei femminili italiani più blasonati, con un progetto “frizzante, ironico, pepato” che vedremo in edicola a novembre. Milanese, 48 anni, Lucchini è laureata in filosofia alla Statale. Aveva deciso di non fare l’insegnante, non era un patita della moda, però le piaceva scrivere e quando nel 1987 Cristina Brigidini le offre l’opportunità  di entrare all’Uomo Vogue non se la lascia scappare. Nel ’92 diventa professionista, l’anno dopo è nominata caporedattore, nel ’97 è già  direttore: di Vogue Gioiello e poi, dal novembre ’99, anche di Vogue Pelle. “La cosa straordinaria della mia esperienza in Condé Nast è che ho potuto fare tutto”, dice. “Scrivere, come desideravo; imparare il gusto per l’immagine e, negli anni di Vogue Gioiello e Vogue Pelle, importare il linguaggio della moda in due mondi che stavano enormemente crescendo e non lo conoscevano. Poi ci sono stati i sette anni e mezzo a Vanity Fair, che valgono come 50″.
L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 418 – giugno 2011