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20 giugno 2011 | 16:42

Più vicino Santità 

Con il pontificato di Benedetto XVI la comunicazione vaticana ha subito un notevole cambiamento. Poco incline a entrare in rapporto con i giornalisti che seguono il Vaticano, Papa Ratzinger non si fida di nessuno che non sia direttamente controllabile. Eppure la Chiesa cattolica è al centro dell’attenzione del mondo e non a caso un giornale laico come ‘La Stampa’ sta perlanciare un sito dedicato proprio all’informazione sul Vaticano In tutte le monarchie assolute, è il re – e solo lui – a decidere. Tra le ultime sopravvissute alle intemperie della storia, la monarchia vaticana, assoluta come poche, non fa certo eccezione. È il Papa in carica a stabilire il linguaggio della comunicazione, è lui a scegliere i modi, a segnare i tempi e a stabilirne il tono. La bonomia ma anche la determinazione di papa Giovanni XXIII che con quel “date una carezza ai vostri bambini” conquistò il mondo intero, la febbricitante passione di Paolo VI, che sconvolse i riti secolari di una Chiesa che faticava a entrare nella modernità , sono ancora nella memoria contemporanea. L’intensa e sfolgorante comunicazione che ha reso riconoscibile il pontificato di Papa Wojtyla è stata ora sostituita da quella ferrea, algida ma non per questo meno potente di Papa Ratzinger, il quale – come ha fatto capire prima ancora del suo insediamento – non si fida di nessuno che non sia direttamente controllabile e ha deciso di intestarsi in prima persona il sistema della trasmissione delle informazioni, anche nelle sue forme più moderne.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 418 – giugno 2011