New media, TLC

22 giugno 2011 | 13:50

Tlc/ Asati: No a neodirigismo su banda larga, limita Telecom

Tlc/ Asati: No a neodirigismo su banda larga, limita Telecom
Intervento tavolo Romani è illegittimo

Roma, 22 giu. (TMNews) – L’intervento “neodirigistico del Tavolo ‘Romani’, mirato a vincolare le strategie di Telecom Italia per lo sviluppo delle reti di nuova generazione, appare illegittimo perché si pone in palese contrasto con primari valori costituzionali, in particolare per quanto concerne l’introduzione di misure fortemente limitative della libertà  dell’iniziativa economica”. Questa l’opinione dei piccoli azionisti di Telecom Italia, Asati, che hanno inviato una lettera al ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, al presidente dell’Agcom, Corrado Calabrò, al presidente della Consob, Giuseppe Vegas e a quello dell’Antitrust, Antonio Catricalà , nonchè allo stesso presidente di Telecom Franco Bernabè in cui hanno preso una posizione molto critica sulla discussione in corso al tavolo Romani sulla banda larga e sulle regole sull’Ngn.

Asati invita la stessa Telecom a prendere ogni iniziativa tesa alla salvaguardia dei diritti dei propri azionisti.

“Le nuove regole Ngn non possono limitare le libere scelte imprenditoriali di una società  privata, attraverso, addirittura, l’imposizione di realizzare una specifica tipologia di architettura da adottare nello sviluppo della rete di accesso”, scrive Asati. “Gli investimenti di Telecom Italia devono poter essere promossi e attuati sulla base di criteri oggettivi – quali lo sviluppo della domanda di servizi avanzati e la scelta di opzioni tecnologiche connesse alla domanda – più economiche ma al contempo efficienti e scalabili”.

(Segue)

Red/Rbr

221425 giu 11
Tlc/ Asati: No neodirigismo su banda larga, limita Telecom -2-
distorsione concorrenza a favore di operatori alternativi

Roma, 22 giu. (TMNews) – “Nel complesso – scrive Asati – l’impianto regolamentare per le reti in fibra che si sta prospettando rappresenta un serio disincentivo agli investimenti di Telecom Italia e, quindi, comporta un’indebita distorsione della concorrenza a favore degli operatori alternativi che si limiterebbero, in base alle nuove regole, a ‘sfruttare’ investimenti e rischi commerciali sostenuti dalla sola Telecom Italia”.

Riguardo, poi, alle iniziative sempre in tema di Ngn oggetto del Tavolo ‘Romani’, “in primis appare singolare che, in uno scenario economico internazionale e nazionale ancora segnato da una profonda crisi, il governo decida di utilizzare la Cassa Depositi e Prestiti e cioè parte della raccolta del risparmio postale (e, quindi, i depositi di milioni di cittadini) per finanziare il progetto di sviluppo delle reti in fibra, anche nelle aree territoriali caratterizzate da una concorrenza infrastrutturale”.

“È appena il caso di sottolineare – aggiunge poi Asati – come la normativa europea sugli aiuti di Stato vieti espressamente misure di sostegno pubblico nelle aree in concorrenza infrastrutturale: esse, infatti, possono essere applicate limitatamente a quelle aree caratterizzate da un ‘fallimento di mercato’ e cioè ad aree dove il soggetto privato non troverebbe conveniente investire, a detrimento dei cittadini che si ritroverebbero discriminati, essendo privati dell’accesso a specifici servizi e infrastrutture”.

Red/Rbr

221447 giu 11