Editoria

23 giugno 2011 | 15:44

P4/ Grande (dip. editoria) smentisce ricostruzioni: sono estranea

P4/ Grande (dip. editoria) smentisce ricostruzioni: sono estranea
Il suo avvocato: ascoltata come persona informata dei fatti

Roma, 23 giu. (TMNews) – Elisa Grande, responsabile del dipartimento editoria di palazzo Chigi, smentisce la ricostruzione pubblicata oggi da alcuni quotidiani sui suoi presunti rapporti con Luigi Bisignani, agli arresti domiciliari per l’inchiesta P4, attraverso una nota del suo legale Alessandro Diddi e sottolinea di essere totalmente “estranea” ai fatti, dando mandato per la tutela della sua reputazione.”In relazione agli articoli apparsi oggi su alcuni quotidiani nei quali Elisa Grande e’ stata indicata come persona che sarebbe condizionata da una lobby affaristica che, negli ultimi anni, avrebbe interferito ai più disparati livelli con le Istituzioni tra i quali, appunto, anche quello dell’Ufficio da lei diretto – si legge in un comunicato – si rappresenta che la ricostruzione operata da tali fonti giornalistiche e’ totalmente destituita di ogni fondamento” “Per questo la dott.ssa Grande – prosegue la nota firmata dall’avvocato Alessandro Diddi – mi ha dato mandato di tutelare la sua reputazione, come peraltro già  fatto in passato, contro chi metta in discussione il suo rispetto della legge, la sua trasparenza e la sua imparzialità . A tale riguardo, deve essere ricordato che, nell’ambito dell’inchiesta, la dott.ssa Grande non solo e’ stata ascoltata quale persona informata dei fatti, ma ha avuto modo di documentare, in una serena e circostanziata audizione con l’autorità  giudiziaria, l’assoluta trasparenza e la correttezza alle quali si e’ sempre attenuto il Dipartimento nelle materie di sua competenza e non solo in quella delle convenzioni con le agenzie di stampa, che, nonostante sia caratterizzata, ai sensi di legge, come noto, dalla più ampia discrezionalità , sono state definite sulla base di indirizzi e criteri assolutamente trasparenti individuati da un’apposita commissione terza, a seguito di audizioni cui hanno partecipato tutte le agenzie”. Per l’avvocato quanto riportato da alcuni organi di stampa “costituisce una forma di aggressione mediatica delle persone avulsa da quell’ideale di libertà  di pensiero e di corretta informazione che la medesima dottoressa, come è a conoscenza di tutti gli esponenti del settore, ha sempre lealmente, trasparentemente e coraggiosamente difeso in tutte le sedi istituzionali, proprio nel momento in cui la medesima libertà  di stampa è stata ed è da più parti, messa in discussione”.

Red/Rcc

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