New media, TLC

28 giugno 2011 | 11:24

Tlc/ Calabrò:Italia si gioca futuro nelle reti nuova generazione

Tlc/ Calabrò:Italia si gioca futuro nelle reti nuova generazione
Investire rapidamente, il potenziale è enorme

Roma, 28 giu. (TMNews) – Le tecnologie della società  dell’informazione hanno un potenziale enorme per la crescita economica, ma bisogna investire rapidamente. E’ essenziale che le imprese sappiano programmare l’avvenire e che la politica industriale sappia facilitare l’attivazione di capitali e modelli di partnership mista pubblico-privato. Fondamentale, in questa ottica, è la Cdp. Ne è convinto Corrado Calabrò, presidente dell’Autorità  per le Garanzie nelle comunicazioni, che interviene sul sito FIRSTonline, e si sofferma sulle potenzialità  enormi che hanno le tecnologie della società  dell`informazione.

In Italia, osserva Calabrò, non si investe ancora abbastanza nelle autostrade informatiche delle nuove comunicazioni che sono “il fertilizzante principale di quell`economia della conoscenza che si attesta come nuovo paradigma di modello capitalistico partecipato. La consapevolezza del potenziale socio-economico è ancora marginale, il che relega le nuove tecnologie a uno dei tanti strumenti di sviluppo economico, mentre esse possono invece essere la chiave di volta della rivoluzione digitale che può dare una spallata a un sistema imballato, cambiando radicalmente i paradigmi dell`economia e della società ”.

Ma non solo “se” ma anche il “quando” assume una valenza strategica. “Il tempo è un fattore determinante che non possiamo permetterci di sprecare; per realizzare una rete in fibra ottica ci vogliono dai quattro agli otto anni. Nella fase di espansione l`immobilismo può portare al ristagno; in fase recessiva può portare al declino. Ma è attuabile un intervento così costoso in tempi di crisi? Innanzitutto – osserva Calabrò – l`investimento richiesto è meno ingente di molti altri” e in ogni caso, proprio in questo periodo di crisi, “la maggior parte delle economie, più o meno avanzate, ritengono prioritari gli investimenti nelle tecnologie dell`informazione e della comunicazione proprio per i benefici netti attivabili”.

Le prospettive, ormai attuali, dell`internet “delle cose” segneranno un ulteriore salto di qualità  nel consumo di byte. Da qualche device per persona (telefonino, tablet) a un rivelatore incorporato in ogni oggetto – dalle etichette ai sensori di controllo medici o ambientali – che, grazie ai modelli di computazione nella nuvola, potrà  fornire dati ad applicazioni in grado di dare segnali e risposte su tutto. Tutto ciò – scrive Calabrò -implica non solo volumi di traffico esponenzialmente crescenti ma anche esigenze di velocità , qualità  e affidabilità  senza precedenti e postula, quindi, una disponibilità  di banda su una scala mal confrontabile con il fabbisogno di ieri. Non possiamo incorrere nel paradosso di avere sistemi intelligenti ma non avere una rete che li interconnetta e ne diffonda sistematicamente l`utilità ”.

La scarsa alfabetizzazione degli italiani “costituisce indubbiamente una remora per la realizzazione delle reti in fibra (le ultime rilevazioni a livello comunitario sono ancora impietose). Ma non bisogna lasciarsi paralizzare da tale dato, comunque in evoluzione, e, soprattutto, questo non deve rappresentare un ostacolo strumentale”.

Il rischio, per Calabrò, non è quello di spendere troppo per la banda larga, semmai il contrario: “quello di investire troppo poco, perdendosi in logoranti attriti tra mercato e istituzioni che dovrebbero essere messi da parte per perseguire l’interesse comune. Come Autorità  di governo del settore delle comunicazioni durante il nostro mandato abbiamo ridotto l`incertezza informativa con nuove regole incentivanti per consentire la partenza degli investimenti nelle reti in fibra, prevedendo un ragionevole ritorno. E` fondamentale che ci siano imprese capaci di cogliere il nuovo e programmare l`avvenire, così come è fondamentale – sottolinea – una politica industriale che sappia supportare gli investimenti facilitando l`attivazione di capitali e modelli di partnership mista pubblico-privato. La Cassa depositi e Prestiti può giocare un ruolo fondamentale nel quadro delle norme esistenti. Per attrarre denaro in un momento ancora di forte crisi è imprescindibile selezionare le priorità  e configurare gli opportuni incentivi. Priorità , dunque; con determinazione e responsabilità . Le decisioni vanno prese oggi; perché il domani sarà  il frutto di scelte che andavano fatte oggi”.

red-eco

281135 giu 11