Televisione

28 giugno 2011 | 14:56

TV: LERNER, RAI-MEDIASET PASSATO,LA7 E’ FUTURO

ANSA-INTERVISTA/ TV: LERNER, RAI-MEDIASET PASSATO,LA7 E’ FUTURO
DOPO EDIZIONE RECORD L’INFEDELE TORNERA’, MA FORSE SARA’ L’ULTIMA
ROMA
(di Elisabetta Stefanelli) (ANSA) – ROMA, 28 GIU – “Rai e Mediaset, i due grandi colossi della tv non hanno più il giusto linguaggio, non sono in sintonia con la realtà , non intercettano il cambiamento culturale del Paese mentre La7 è pronta a sbocciare come un albero fiorito”. Parola di Gad Lerner che ha chiuso ieri su La7 la nona stagione dell’Infedele, 40 puntate su 52 settimane da record da tutti i punti di vista – con il 6,3% di media – e che prelude ad un autunno-inverno della rete profondamente rinnovato, che lui però non riesce ancora ad immaginarsi fino in fondo. “La prossima edizione dell’Infedele, che parte il 5 settembre – dice in un’intervista all’ANSA – è la decima, quella della maturità  e del completamento dell’esperienza. Faccio fatica ad immaginarne una undicesima, con un flusso di telespettatori come quello che abbiamo raggiunto. Ieri sera abbiamo fatto più di Rai3, più di Italia Uno, più di Retequattro. Non ci montiamo la testa perché ci ricordiamo la felicità  di quando facevamo il 2% ma il futuro della rete non riesco ancora ad immaginarmelo”. Il ricordo però, la memoria, è fondamentale, perché l’impressione di Lerner è proprio quella di essere arrivato alla stagione che completa un lungo viaggio. “Mi ricordo un pranzo al Mater di Milano nel 2001, eravamo io, Mentana e Fazio riuniti per decidere insieme di fare il grande salto alla rete allora della Telecom di Colaninno e Pellicioli. Poi accadde che Mentana ebbe un richiamo fortissimo e fece un passo indietro, mentre Fazio venne liquidato perché il Maurizio Costanzo Show non voleva concorrenza. Dieci anni dopo Mentana è arrivato e fa i risultati che vediamo, mentre Fazio anche lui si avvicina e per ora dovrebbe tornare almeno insieme a Saviano”. E Santoro? “Santoro spero che arrivi e che La7 possa essere casa sua. Sia per ragioni di mercato che culturali mi auguro che possa trovare in questa rete la serenità  che ha perso in Rai”. Con il suo, di editore, Lerner dice che c’é sempre dialogo, anche quando, come in questa stagione con la bocciatura della puntata con ospite la D’Addario si è arrivati allo scontro. “Su quell’episodio mantengo la mia diversa opinione – dice Lerner – ma è un editore-azionista con il quale si può litigare tra persone perbene”. Quindi grande trasmigrazione verso La7, ma non ci sarà  però troppa informazione? “L’informazione non è mai troppa – spiega Lerner – dovere della tv è intercettare il pubblico diverso che va migrando su altri mezzi, come internet”. Lui l’ha fatto con L’Infedele, “che è cresciuta grazie al pubblico delle donne e quello dei giovani che viaggiano sul web”. Ha intercettato, non c’é dubbio, quel vento di cambiamento che attraversa il paese. “In questa stagione abbiamo fatto una media impressionante, del 6,3% perché nei cittadini c’é stato un cambiamento di abitudini, di una massa significativa di cittadini, e noi eravamo lì, da dieci anni, pronti ad intercettarli. Si sono riconosciuti in un profilo culturale”. Una delle fortune del programma, spiega Lerner “é stata anche quella che all’inizio sembrava una difficoltà : stare a Milano. Era difficile avere ospiti politici perché era scomodo, quindi dovevamo invitare emeriti sconosciuti. Ma così siamo rimasti fuori da quella che é diventata una vera compagnia di giro, degli specialisti della controversia televisiva, delle smorfie tv tutte uguali”. Ma a dire la verità  anche quando qualcuno di loro viene a L’Infedele si comporta diversamente. “E’ che io gli faccio un predicozzo iniziale, gli spiego che da noi è inutile che urlino, tanto spostano pochi voti, che quindi è meglio che si prendono una sera di relax. E poi gli viene secondo me anche una voglia di far vedere, di fronte al professore di turno, che non sono proprio così ignoranti”. Un esempio? “Ecco, Giorgio Stracquadanio all’Infedele ha voluto dimostrare che non è uno sprovveduto…”. Però la rissa non è mancata in questa edizione: la sua con il premier Silvio Berlusconi e la sera della telefonata in diretta. Come si è rivisto? “Non bello, come sempre! Ma dal momento in cui ho deciso di trasmettere la telefonata, e lo dovevo all’editore, mi continuavo a ripetere ‘trattieniti, di’ solo poche cosé e alla fine quando ho usato il termine ‘cafone’ rispetto alla sua definizione delle ‘cosiddette signore’ ho usato un termine tecnico e moderato proprio come mi ero imposto”. Ma la puntata è stata un grande successo: “Mi hanno telefonato anche i parenti da Israele per congratularsi e la gente mi fermava per la strada per stringermi la mano. Mi ha regalato una grande pubblicità  e trasformato in un eroe della strada, un ruolo però che non mi piace, siamo professionisti che vivono nella bambagia, non serve coraggio”.(ANSA).
STF/ S0A QBXB