30 giugno 2011 | 11:15

Lotta di Famiglia – Intervista a don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana (Prima n. 405, aprile 2010)

Lotta di Famiglia
Il settimanale dei Paolini è uscito in edicola completamente rinnovato nell’immagine grafica e soprattutto nella linea informativa che il direttore, don Sciortino, ha deciso di focalizzare ancora di più sui temi della promozione dei valori e degli aiuti per la famiglia tradizionale e giovane.
“Trovo il suo numero zero molto gradevole. Lo spazio iniziale così ampio per dare voce ai lettori è un ottimo metodo per creare appartenenza alla testata o rafforzare quella già  esistente, così pure gli interventi firmati che aprono ad argomenti di spiritualità  cristiana e pongono ai lettori questioni importanti. Ci sono poi articoli di varietà , come è giusto ci siano. Qui però mi permetto di avanzare una riserva: il tono di quegli articoli e le storie che vengono raccontate mi sembrano di un livello sociale piuttosto elevato: le case con piscina, i viaggi con itinerari sofisticati: quel tanto di ‘moda’ – in tutti i sensi – che viene illustrata in quegli articoli, non è troppo al di sopra del livello medio dei vostri lettori? Parlo dal punto di vista dei redditi e delle abitudini familiari. Ma questo nessuno meglio di lei può valutarlo. Complessivamente, se debbo dare un voto da 1 a 10, lo collocherei a 8 che, per un numero zero, mi pare altissimo”.
Cosa poteva aspettarsi di più don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, che aveva inviato a Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, una copia del numero zero della nuova edizione del settimanale dei Paolini, in edicola il 15 aprile completamente rinnovato nella grafica e nella formula. Un gesto di cortesia editoriale, ma soprattutto un messaggio forte per segnalare il nuovo posizionamento del settimanale della Periodici San Paolo che ha deciso di giocare una battaglia a tutto campo per promuovere e difendere la famiglia. Non lascia dubbi infatti lo slogan che usa il direttore per raccontare la sua nuova impresa giornalistica: “Fare l’unica rivista italiana che punta tutto sulla famiglia”.
La famiglia è un tema politico e sociale su cui don Sciortino si è impegnato con crescente passione negli ultimi anni, facendone una vera missione. Il suo pensiero è ben spiegato nel libro che ha pubblicato il maggio scorso intitolato a scanso di equivoci ‘Famiglia cristiana’, in cui il prete giornalista racconta polemico al limite della disperazione quelle che lui chiama “le macerie della famiglia”. Cronache di una storia tutta italiana in cui, secondo don Sciortino, destra e sinistra hanno dimostrato la stessa trascuratezza e indifferenza ai limiti della stupidità . Dopo il libro adesso scende in pista con il settimanale, affiancato dal nuovo sito web e dal prezioso e articolato sistema multimediale dei Paolini.
Dice don Sciortino: “La nuova Famiglia Cristiana vuol far sapere che la famiglia per la nostra società  e per il benessere della gente è assolutamente fondamentale. Non si tratta di ragionare su come la vede la destra o la sinistra. Il problema è come sollecitare questo Paese a cambiare mentalità . Far capire perché la famiglia deve essere messa al centro dell’attenzione, smettendo di considerarla un problema, quando invece è una risorsa. Se il Paese sta in piedi è grazie alle famiglie che sono diventate il miglior ammortizzatore sociale. Il lavoro che manca per i giovani lo assolvono le famiglie, così come l’assistenza e la cura agli anziani, ai disabili. Tutto si scarica sulla famiglia. Eppure in tutti questi anni in Italia non è mai stata fatta una politica familiare seria”.
Don Antonio Sciortino è un fiume in piena, ma come pensa di tradurre tutto questo impegno in un prodotto giornalistico settimanale che deve essere venduto in edicola e in parrocchia e trovare milioni di investimenti pubblicitari se vuole andare avanti con la sua missione editoriale?
Don Antonio Sciortino – Famiglia Cristiana, che il prossimo anno compirà  80 anni, è nata per la famiglia e per raccontare i fatti dell’attualità  da un punto di vista cristiano. La novità  della nuova edizione sta nell’accentuare l’aspetto di sostegno e di difesa di questo contesto sociale. Pensi come il concetto di famiglia viene attaccato dalla continua proposta di modelli e stili di vita del tutti avulsi dalla realtà . Con la televisione che racconta continuamente di allegre famiglie allargate che interessano fasce ridottissime della nostra società  dove è la famiglia tradizionale quella che ha a che fare con il futuro del Paese…
Prima – Questo è il vostro approccio culturale e morale, ma non si può costruire un giornale tutte le settimane attaccando le famiglie allargate e facendo sermoncini.
Don Sciortino – Non ci si può aspettare che Famiglia Cristiana faccia del gossip sulle famiglie reali! Noi lavoriamo seriamente sul tema con un centro studi sulla famiglia, perché bisogna conoscere la realtà  per offrire alla politica le piste dove intervenire. Nella nostra società  non basta fare pie esortazioni. Noi racconteremo le storie sulla mancanza di equità  fiscale per cui una famiglia che ha 2 o 3 figli paga a parità  di reddito le stesse tasse di un single. I figli sono ancora considerati un bene personale, di chi li ha messi al mondo, mentre sono il futuro su cui bisogna davvero investire. Non basta l’1% del Pil che si mette sul piatto in Italia per il sostegno alle famiglie. La Francia, che è messa economicamente come noi, investe il 2,5%. A livello europeo siamo sotto la media. In Italia le donne sono costrette a scegliere tra maternità  e professione, si arriva a un 40% dell’occupazione femminile – in alcune zone si scende al 25% – contro una media europea del 60%. Manca una rete di sostegno alla maternità . In Francia gli asili nido sono aperti 11 mesi all’anno per 11 ore al giorno. Da noi, a parte qualche punta di eccellenza, ci sono intere zone sprovviste del tutto di questi servizi essenziali. Il nostro giornale racconterà  tutte queste cose.
Prima – Qual è il target di lettori a cui puntate?
Don Sciortino – Tutti naturalmente, ma con più attenzione alle famiglie con figli in età  di crescita, bambini e adolescenti. Oggi c’è una sorta di emergenza educativa, una difficoltà  di entrare in rapporto con le nuove generazioni. Noi cerchiamo di parlare anche ai giovani che, come constato dalle molte lettere che ricevo, sfogliano le copie di Famiglia Cristiana che trovano in casa. C’è uno spazio dedicato a loro curato da una coppia esperta di tematiche familiari che, forte anche dell’esperienza di cinque figli, tiene settimanalmente una rubrica su ‘Amore e innamoramento’. Il target sono i giovani ma pensiamo possa interessare anche ai loro genitori.
Prima – Ma è vero che le scuole per genitori stanno avendo un successo enorme?
Don Sciortino – Certo. I genitori fanno sempre più fatica ad aiutare i figli che tramite Internet e la televisione o le loro amicizie hanno accesso a una grande vastità  di informazioni senza avere spesso la possibilità  di interpretarle, di comprenderle, di fare una valutazione morale. Come fare ad affrontare questi problemi lo raccontiamo nella nuova sezione ‘Essere genitori’ importata da Facebook dove esperti parlano a genitori di bambini appena nati e a quelli con figli nell’età  dell’adolescenza.
Prima – Dunque voi siete convinti che la famiglia sia ancora un interesse primario delle giovani generazioni?
Don Sciortino – Come emerge da tutte le ricerche e come ha scritto anche padre Salvini sulla Civiltà  Cattolica – e contrariamente da quanto vogliono far credere i media – tra i primi interessi dei giovani c’è sempre la famiglia. Il problema è che fanno fatica a realizzare i loro progetti di coppia perché mancano politiche adeguate. I nostri cosiddetti bamboccioni si sposano intorno ai 30 anni e fanno i primi figli a 31-32, anni in cui la fascia della fertilità  si riduce enormemente. I Paesi che escono meglio dalla crisi sono quelli che hanno investito in politiche familiari serie. Nell’attualità  parleremo sempre di problemi concreti come lavoro, scuola, previdenza, anziani, disabili, inchieste su quanto costano i figli, cercando di offrire analisi e soluzioni. Poi c’è la parte più educativa, pedagogica per contribuire a fornire ai genitori strumenti per crescere i propri figli. In questo suo rinnovato cammino Famiglia Cristiana si affianca al Forum delle associazioni familiari, e si avvale della collaborazione del Cisf, Centro internazionale studi famiglia che da oltre vent’anni pubblica un rapporto biennale sulla famiglia in Italia.
Prima – Ma cosa vi fa pensare che ci sia tanto interesse per questo tipo di giornalismo così distante da quello che si trova normalmente in edicola?
Don Sciortino – Se permette dopo 80 anni che ci occupiamo della Famiglia Cristiana qualche idea ce la siamo fatta. Ma ironia a parte le posso dimostrare che c’è interesse dati alla mano. Qualche tempo fa abbiamo allegato al settimanale la collana ‘L’arte di educare’ che è andata molto bene. Crediamo talmente a queste scelte che con il primo numero della nuova edizione abbiamo distribuito un volumetto di una collana di libri di servizio alla famiglia tirato in un milione di copie. Con i due numeri successivi passiamo a 800mila.
Prima – Con questo taglio un po’ propedeutico non c’è il rischio che perdiate il vostro stile aggressivo per cui spesso i politici sono furibondi con voi e fate notizia sui giornali?
Don Sciortino – Le garantisco che manterremo la nostra grinta e indipendenza. Fare informazione vuol dire soprattutto questo.
Prima – Quindi, i Paolini vogliono rimanere, scusi l’irriverenza, un po’ ‘i pierini’ dell’informazione cattolica?
Don Sciortino – Conserviamo nel nostro dna un aspetto che un po’ si è perso nel mondo dell’informazione, dove in molti si sono dimenticati dei lettori. Oggi c’è il brutto vizio di scrivere per mandare segnali o al servizio di committenti. Noi pensiamo solo al nostro pubblico che, come diceva don Leonardo Zega, per diciotto anni direttore di Famiglia Cristiana e mio maestro, è l’unico nostro referente. Protestano perché alzo troppo la voce su alcuni temi? Se lo faccio è perché credo che la verità  vada detta e non taciuta, neppure per convenienza. Abbiamo l’autonomia per parlare e se sbagliamo non lo facciamo sotto dettatura.
Prima – Avete avuto contraccolpi nelle vendite in seguito a certe prese di posizioni come ad esempio le bacchettate al premier Berlusconi per il caso Noemi? O contro la proposta di prendere le impronte digitali ai bambini rom?
Don Sciortino – Alcuni lettori hanno mostrato un po’ di disorientamento. Ma è bastato spiegare, avviare un dialogo con loro per far capire il motivo delle nostre posizioni. Molti hanno bisogno di sfogarsi, di far sentire la propria voce e ritengo che questo sia un fatto positivo. Comunque, ci sono anche quelli che apprezzano il nostro coraggio e lo dimostrano sottoscrivendo l’abbonamento. Nessuno può accusarci di scrivere per qualche schieramento. Diciamo la nostra in totale autonomia e libertà , ispirati ai principi evangelici della dottrina sociale della Chiesa.
Prima – Lei è stato molto critico con Berlusconi ma non ha risparmiato neppuro l’ex premier del centrosinistra Romano Prodi.
Don Sciortino – Dovrà  ammettere la nostra imparzialità . Lo stesso Prodi ha dichiarato di aver dovuto fare i conti con una stampa molto critica, e di aver capito che il suo governo stava per cadere quando è stato attaccato da Famiglia Cristiana. Nel discorso programmatico dell’attuale governo abbiamo apprezzato il passaggio in cui si parlava di un programma nazionale a favore della vita, della maternità  e della famiglia. Purtroppo alle parole non sono seguiti i fatti. Noi vogliamo incalzare i politici su questo tema. In altre nazioni i giornali sono temuti dai politici, perché in qualche modo li mettono alle strette, verificano quello che fanno. In Italia ci si presenta da loro già  con la schiena piegata. Sono pochi quelli che riescono a stare a testa alta e diritti. L’insegnamento di don Zega, è di non essere mai servi di nessuno. Sosteneva che è arduo fare carriera nel giornalismo, perché è difficile servire la verità  e servire i padroni. Sono stato al suo fianco dal 1984 e mi sento parte di questa tradizione di giornalismo.
Prima – Ci racconti un po’ di dati editoriali della nuova Famiglia Cristiana.
Don Sciortino – Il formato è rimasto uguale. Cambiano, invece, il logo e la grafica che è più moderna e ariosa. Per quanto riguarda la scansione dei servizi e degli articoli, cerchiamo di dare diverse piste di lettura estrapolando, sintetizzando, cercando di attirare l’attenzione per offrire la possibilità  di una lettura veloce, anche se – è bene sottolinearlo – il nostro pubblico dedica alla lettura un tempo superiore alla media e legge tutte le parti del giornale.
Prima – Secondo l’ultima certificazione Ads Famiglia Cristiana ha avuto nel 2009 una diffusione media di poco superiore alle 566mila copie con un calo del 3,7% rispetto all’anno precedente. In passato le parrocchie sono state la fortuna per le vendite del vostro settimanale. Oggi anche in chiesa si fa fatica a convincere i fedeli a comperare i giornali. Avete qualche progetto per promuovere la testata nei luoghi della di culto o fuori?
Don Sciortino – Le parrocchie soffrono per varie ragioni e dunque soffrono anche le vendite dei giornali in chiesa. Ma rimangono un canale importante che vogliamo rivitalizzare con dei promotori.
Prima – Interessante l’idea di sviluppare un marketing moderno che punta sulla fede.
Don Sciortino – Promuovere la fede e idee e contenuni cristiani è il primo dovere per un prete. Noi editori paolini dobbiamo pensare anche agli aspetti terreni del business per cui ci diamo da fare per vendere dove riusciamo. Anche l’edicola è un canale importante, così come vogliamo puntare ancora di più sugli abbonamenti.
Prima – Ci sono grandi novità  e investimenti anche su Internet.
Don Sciortino – Non potevamo tralasciare il web. Oggi è fondamentale per chi fa informazione lavorare sulla carta e sul digitale. Finora abbiamo avuto solo un sito vetrina. Con il rilancio del settimanale abbiamo deciso di giocare sui due fronti, senza cannibalizzazioni ma con grande integrazione tra le due piattaforme. L’on line, più frequentato dai giovani, speriamo ci permetta di raggiungere un pubblico più difficile da conquistare con il cartaceo. L’idea è di avere un giornale unico, sulla carta e sul web, garantito da una stessa direzione e da una stessa redazione. Anche il sito aggiornato in continuazione punta su aree forti come famiglia e solidarietà  e nella multimedialità . Radio Marconi, il nostro circuito, si può seguire dal sito di Famiglia Cristiana e Telenova, la tivù dei Paolini, contribuisce alla parte video. Molto importante è l’area del sociale: abbiamo stretto un’alleanza con il Redattore Sociale, l’agenzia italiana più fornita e completa in questo settore, che ci fornisce non solo il rullo di notizie e le inchieste sul giornale, ma anche video e parti audio.
Prima – Tra settimanale e web quanto avete investito?
Don Sciortino – È un bell’investimento, progressivo. Ritengo che sia un segno di speranza e fiducia per il futuro vedere che un editore puro come la San Paolo investa in un momento difficile per l’economia come questo.
Prima – Anche da voi la crisi ha lasciato il segno, avete fatto un piano di riduzione del personale e chiuso le sedi periferiche, Roma compresa.
Don Sciortino – Come tutti abbiamo sofferto. Sul fronte della raccolta pubblicitaria pare ci siano dei piccoli segnali di ripresa. La nostra concessionaria è la Mondadori Pubblicità  che ha una reputazione sul mercato che ci fa ben sperare. Quando abbiamo presentato il numero zero della nuova Famiglia Cristiana alla forza vendita ci sono state reazioni di piacevole sorpresa.
Prima – Il 2010 per voi sarà  un anno di grandi cambiamenti anche sul fronte della vostra congregazione.
Don Sciortino – Cambierà  il governo a livello mondiale e poi a livello nazionale e locale. Sono appuntamenti previsti, non ci sono tensioni a livello di congregazione.
Prima – I Paolini continueranno nella formazione di altri giornalisti sacerdoti com’era nella vostra tradizione?
Don Sciortino – Sì, anche se le vocazioni sono poche. Nel rinnovamento di Famiglia Cristiana abbiamo cercato di coinvolgere tutti i Paolini in Italia. Siamo stati a Roma, Alba, Cinisello per spiegare l’operazione. Mi sembra che si sentano partecipi di questa opera, che è un po’ la punta di eccellenza della San Paolo in Italia. E anche nel mondo.

Intervista di Carlo Riva

Don Antonio Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana dal 1999. È nato il 28 luglio 1954 a Delia, in provincia di Caltanissetta, ed è stato ordinato sacerdote della Società  San Paolo il 20 settembre 1980. Ha compiuto a Roma gli studi di filosofia presso la Pontificia facoltà  San Bonaventura e quindi, presso l’università  Pontificia gregoriana, quelli di teologia conseguendo anche la licenza in teologia morale. Durante gli anni di studio ha iniziato a lavorare presso le riviste della San Paolo frequentando in seguito il corso di specializzazione in giornalismo presso la Scuola superiore di comunicazione sociale dell’università  Cattolica di Milano. Nel 1984 è entrato nella redazione di Famiglia Cristiana per cui ha seguito i viaggi del Papa. Giornalista professionista dal 1986, è specializzato sui temi della famiglia e dell’informazione religiosa. Dal 1987 è direttore del mensile Famiglia Oggi (dedicato alle tematiche familiari) e membro del consiglio direttivo dell’Associazione don Giuseppe Zilli per la famiglia e le comunicazioni sociali – Onlus. Dal 1988 affianca l’allora direttore di Famiglia Cristiana don Leonardo Zega, diventando condirettore della rivista. Don Sciortino firma il giornale in qualità  di direttore responsabile a partire dal numero del settimanale datato 8 agosto 1999. Il 9 giugno 2006 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli ha conferito l’onorificenza di Grande ufficiale.