Televisione

30 giugno 2011 | 14:26

Mediatrade/Chiusa inchiesta per S.Berlusconi, figlio e altri 10

Mediatrade/Chiusa inchiesta per S.Berlusconi, figlio e altri 10

Contestati reati di natura fiscale

Roma, 30 giu. (TMNews) – La Procura di Roma ha chiuso l’inchiesta sulla compravendita dei diritti tv e cinematografici di Mediaset.
Sotto accusa ci sono il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, il figlio Piersilvio e altre dieci persone. Il fascicolo è arrivato a Roma nei mesi scorsi trasmesso dai pm milanesi.

Lo stralcio è dovuto alla rappresentanza della sede legale nella capitale per gli anni 2003-2004.

Nav/Nes

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Mediatrade/Chiusa inchiesta per S.Berlusconi, figlio e… -2-
Vicenda a rischio prescrizione

Roma, 30 giu. (TMNews) – L’inchiesta romana sui diritti tv di Rti ha preso avvio la scorsa estate quando la Procura di Milano nell’ambito del processo in svoglimento nel capoluogo lombardo trasferisce per competenza parte degli atti nella capitale in quanto si riferiscono a reati fiscali commessi tra il 2003 e il 2004.

Le detrazioni, che secondo gli inquirenti sono fuori norma, sono state inserite nel consolidato relativo agli anni fiscali 2004 e 2005, quando la sede di Rti era a Roma. Oltre al presidente Berlusconi e al figlio Pier Silvio gli altri indagati sono: il produttore tv Frank Agrama; il consigliere di Mediaset Pasquale Cannatelli; l’ex ad di Rti, Andrea Goretti; i manager Gabriella Ballabio, Giorgio Dalnegro, Guido Barbieri, Daniele Lorenzano e Roberto Pace. Sotto accusa anche due uomini d’affari cinesi Paddy Chan e Chaterine Hsu Chun.

Il deposito degli atti in genere prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Secondo quanto ipotizzato dal pm Barbara Sargenti e dall’aggiunto Pier Filippo Laviani gli indagati, in concorso tra loro, al fine di evadere le imposte sui redditi, hanno posto in essere un sistema di frode che consisteva nella sovrafatturazione dei diritti di trasmissione di film e fiction acquistati da major statunitensi.

I diritti, in particolare, venivano acquistati dalla società  Mediatrate, Rti e Fininvest per il tramite di società  riconducibili ad Agrama. Parte delle somme investite, attraverso la collaborazione con altre società  con sede in Estremo Oriente, venivano poi fatte rientrare in Italia. Secondo gli inquirenti il meccanismo della frode, che portava a registrare in bilancio valori in perdita, è servita ad ottenere detrazioni fiscali e a formare fondi neri.

Nav/Ral