L’Italia non interessa più alla stampa internazionale, dice Eric Jozsef, corrispondente di Libération. “Perché non asseconda il cambiamento, perché i personaggi politici sono sempre gli stessi, perché altri Paesi emergenti la stanno sovrastando. A Napoli, per le recenti elezioni comunali, di giornalisti stranieri c’ero solo io. E a Milano eravamo in due”. Mi incuriosiva conoscere il punto di vista sull’Italia, sulla politica italiana, sull’informazione italiana di un giornalista straniero, ma qualcuno in grado di spiare il nostro malridotto Paese non dal buco della serratura di un qualsiasi confine, bensì dall’interno. Un infiltrato: ecco, l’ideale sarebbe stato un infiltrato, cioè un giornalista che avesse vangato l’Italia da cima a fondo, che l’avesse vivisezionata, che vi abitasse da anni. E l’ho trovato. All’identikit risponde perfettamente Eric Jozsef, parigino quarantacinquenne di gentile aspetto, uno che ha messo piede in Italia per la prima volta a 12 anni, ci è tornato nell’età scavezzacollo intorno ai 18, ci si è stabilito definitivamente a 26 con un ottimo bagaglio culturale, doppia laurea in economia e scienze politiche e un corso interrotto di storia dell’arte all’École du Louvre “perché per fare il giornalista occorre sapere di economia e di politica e se vuoi farlo in Italia devi conoscere l’arte”.
L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 419 - luglio/agosto 2011
29 Luglio 2011 alle 12:31 pm
Certamente il dottor Jozsef sarà di gentile aspetto, tuttavia l’essere francese, cioè appartenere al Paese che è il primo vero nemico dell’Italia, forse non l’aiuta ad essere obiettivo. Insinua, perpetuandoli, i sentimenti di eterni sconfitti di molti italiani, per farci sentire deboli, “derisi”. Si sentono talmente forti da indicarci i nostri difetti sicuri, come sono, che non sapremo risolverli. Mi piacerebbe smentirlo, ma con amarezza ammetto che non posso. Ricordo che al 2 Giugno erano presenti 60 Capi di Stato e di governo di mezzo mondo : non c’era Sarkozy, non c’era il presidente tedesco. Come mai?
Di una cosa sono certo : quelli come lui, i nostri nemici francesi (e tedeschi), li sorprenderemo sempre.