Editoria

02 settembre 2011 | 16:24

MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUITA’ ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”

MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUIT� ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”
02/09/2011 – 17:13 – POLITICA

MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUITà  ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”

ROMA (ITALPRESS) – “La confusione che regna sulla manovra bis del Governo aggrava il disagio e le preoccupazioni per diversi elementi di iniquita’ sociale che conteneva all’inizio e di cui ora poco o nulla si parla, dandoli evidentemente per fatti acquisiti”. Lo afferma in una nota il segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Franco Siddi.
“Il Sindacato dei giornalisti, rispettoso del pluralismo dell’informazione e serenamente convinto che i media debbano fare comunque ancora di piu’ per rendere chiaro l’impatto economico e sociale di ogni intervento proposto – prosegue Siddi -, non puo’ non osservare con preoccupazione i tentativi di attacco a un sistema di welfare condiviso. E’ incomprensibile, per esempio, che si continui a immaginare come esigenza improcrastinabile l’incisione sui redditi di pensione, da colpire con un prelievo che non riguarda nessun’altra forma di reddito, mentre si blocca l’incremento degli assegni stessi. Non basta: sul sistema previdenziale si sta facendo molto chiasso quasi si volesse rompere ad ogni costo la coesione sociale tra generazioni. Non si puo’ giudicare equo tassare in forma supplementare le pensioni e continuare a tassare i risultati dei rendimenti sugli investimenti previdenziali, ancorche’ oggi – tra le tante ipotesi – ritorni l’idea di mantenere l’aliquota al 12% e non al 20%”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
sat/com 02-Set-11 17:13

MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUIT� ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”-2-
02/09/2011 – 17:13 – POLITICA

MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUIT� ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”-2-

“Questo e’ un punto dirimente anche per la Previdenza dei giornalisti (gestita dall’Inpgi) che, nell’autonomia negoziale delle parti sociali e nel rispetto degli obblighi di legge, hanno con lungimiranza operato scelte coraggiose e nitide per mettere in sicurezza i conti e i valori delle pensioni. E quanto a quelle di anzianita’, hanno da tempo introdotto la ‘pensione a punti’, ovvero la possibilita’ di anticipare l’uscita dal lavoro prima del 65� anno di eta’ con penalizzazioni sulla misura degli assegni, sia per uomini che per le donne – spiega il segretario della Fnsi -. Allo stesso modo preoccupa l’assenza di misure efficaci per combattere il precariato, fenomeno molto diffuso nel mondo dei media che ne intacca anche le condizioni di liberta’ e di indipendenza. L’idea che tutto sia risolvibile attraverso la contrattazione aziendale appare una visione politica di puntiglio e inefficace sul piano concreto. La Fnsi e la Fieg, nella recentissima rinnovazione contrattuale, hanno peraltro riconosciuto la centralita’ del contratto nazionale e l’importanza di definire, invece, nel confronto tra parti sociali le materie devolvibili alla concertazione decentrata e la messa a fuoco, nel confronto preventivo, delle questioni aperte sul lavoro autonomo e precario. La contrattazione nazionale. Ancor piu’ in questo settore, resta un pilastro delle garanzie comuni in tema di diritti e doveri e l’unico punto di concorrenza leale del mercato dell’informazione”.
(ITALPRESS) – (SEGUE).
sat/com 02-Set-11 17:13
MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUIT� ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”-3-
02/09/2011 – 17:13 – POLITICA

MANOVRA: FNSI “PESANTI INIQUIT� ANCHE PER SETTORE E LAVORO EDITORIA”-3-

“Per l’editoria e per il sistema dell’informazione, infine, aldila’ di ogni autonoma considerazione specifica di singoli, di gruppi e della libera espressione delle opinioni diverse sui giornali, appare di grave impatto negativo (soprattutto in assenza di riforme di sistema) la previsione di drastici tagli alla fiscalita’ di vantaggio per le cooperative – spiega ancora Siddi -. Quelle dei giornali, per i quali gia’ si prospetta una riduzione del finanziamento pubblico, subirebbero una doppia crisi, irreversibile, che intaccherebbe in maniera pesante pluralismo e livelli occupazionali. Ed e’ grave pensare che cio’ possa avvenire per mano dello Stato, che legittimamente e’ chiamato a mettere i conti a posto; ma con giustizia. Per queste ragioni la Fnsi e’ impegnata in un dialogo sociale e istituzionale attivo e in una iniziativa sociale aperta perche’ siano corrette le cose che debbono essere corrette e eliminate le cose che debbono essere cancellate, per il bene di tutti e non di pochi”, conclude il segretario della Fnsi.
(ITALPRESS).
sat/com 02-Set-11 17:13