Editoria, Televisione

08 settembre 2011 | 10:13

L’assemblea di Rainews proclamerà  uno sciopero

Roma, 8 set. (TMNews) – L’Assemblea di Rainews, all’unanimità , ha deciso un pacchetto di giorni di sciopero, da proclamare al più presto, e si riserva di varare nuove forme di protesta pubblica, in vista di un’azione che non si limiterà  alla sospensione dal lavoro. Lo comunica una nota del Cdr della testata. “No alla cessione alla Testata Regionale dello spazio di palinsesto dalle 22.30 alle 23.00 sette giorni su sette, e no a qualunque altra cessione di spazi ad altra struttura, che non può che essere definita uno scippo di sovranità  e un impedimento al compimento della nostra missione editoriale – si legge -. No a qualunque ipotesi di interruzione del flusso informativo che, in una “allnews” quale è Rainews, non può essere frazionato e affidato ad altra Testata o Struttura di qualunque genere. Sì a un vero rilancio di Rainews in quanto unico canale “allnews” della Rai, rilancio ancora più necessario in vista dell’avvio del canale ‘allnews’ di Mediaset. Ribadiamo la nostra totale contrarietà  a conflitti con i Colleghi della TGR come di altre redazioni Rai. Ma non siamo disposti a vederci trasformati da “allnews” a una rete qualsiasi da riempire con contenuti purché sia. Vogliamo ricordare alla Direzione Generale che, se quello che un tempo era Rainews24, poi divenuto inspiegabilmente Rainews, è oggi il primo canale tv “allnews” in Italia in termini di ascolti e di credibilità , lo è per il grande sforzo profuso dalla Redazione tutta, in condizioni sempre difficili, tra una tecnologia non sempre affidabile, spazi e mezzi limitati, sottodimensionamento e strutture aziendali disponibili sempre in seconda battuta. Una Redazione che non si è sottratta a questo sforzo neanche nel periodo estivo che si avvia a concludersi, coprendo in diretta eventi fondamentali per la vita civile del Paese, quale la crisi finanziaria e il confronto politico per il varo della Manovra, ma anche la crisi libica e tanti eventi internazionali, anziché limitarsi a mandare in onda repliche o materiali registrati, come avviene di norma in periodo di ferie estive”. “Un impegno – conclude la nota – che è costato molta più fatica di quanto non richiedesse il nostro contratto, perché basato sulla passione per il nostro lavoro e il senso di responsabilità  nei confronti del Contratto di Servizio e dei nostri telespettatori. Non siamo quindi disposti a sacrificare tutto questo per vederci espropriati di spazi di informazione e di democrazia”.