Televisione

13 settembre 2011 | 15:50

TV: “L’ULTIMA PAROLA”, PARAGONE “A GENNAIO CHIEDERO’ LA PRIMA SERATA”

MILANO (ITALPRESS) – Riparte venerdi’ 16 settembre in diretta su Raidue (solo per la prima puntata), in prima serata, “L’ultima parola” il talk show politico di Gianluigi Paragone, giunto alla sua terza edizione.
Ospiti della prima puntata saranno Roberto Formigoni per il PDL, Matteo Salvini per la Lega, Antonio Di Pietro dell’IDV e Maurizio Landini segretario della Fiom, come rappresentante della sinistra. Tra le novita’ della nuova edizione, lo studio, il format completamente rinnovato, e il filo diretto col pubblico da casa, che grazie ai social network Twitter e Facebook potra’ interagire condividendo informazioni e postando commenti in tempo reale. “Giocando con il titolo l’ultima parola spettera’ al pubblico, soprattutto ai giovani” – spiega Paragone, deluso della scelta della rete di concedergli la prima serata solo per la prima puntata. “Quest’anno mi sentivo pronto per affrontare la prima serata -continua il conduttore – anche perche’ altre aziende hanno puntato sull’informazione in prima serata; mi e’ stato detto che bisogna vedere come va la prima puntata, questo nuovo numero zero, che e’ come un numero unico, ma non credo che si possa tarare quest’esperienza su un colpo solo. Vorrei che l’azienda avesse il coraggio di puntare su nuovi linguaggi e poi facesse la valutazione alla fine di un ciclo di puntate. A gennaio chiedero’ all’azienda di avere la prima serata”. Accusato di trasformismo politico per avere criticato la Lega, da sempre suo partito di riferimento, Paragone rimanda al mittente le accuse di un tentativo di riposizionamento e dice di voler fare un passo indietro. Smessa la giacca e la cravatta e ripresi i panni del semplice cronista che cerca di capire le motivazioni della crisi ascoltando gli imprenditori, i giovani, e gli operai, Paragone si rimette in gioco. “Se devo dirla con una battuta, io ho fallito – continua Paragone – perche’ ho puntato tutte le mie fiches su un progetto politico liberale e riformista che e’ entrato in crisi. La crisi del centro destra non e’ solo disaffezione verso Berlusconi, ma anche verso Umberto Bossi”. Al contempo pero’ rivendica il suo ruolo da cronista che cerca di capire la realta’: “Se oggi posso raccontare bene la crisi del centro destra e’ perche’ abbiamo cominciato gia’ nell’edizione precedente ad occuparcene. Per primi abbiamo visto il conflitto tra Lupi, Bocchino e Urso. Qui il centrodestra e’ stato raccontato fin dalle sue smagliature iniziali, fino ad arrivare alle crepe attuali”. Sul caso Santoro, Paragone e’ chiaro: “Santoro e’ stato fatto fuori dalla politica. La politica voleva lo scalpo di Santoro e l’ha avuto. Puoi metterci tutta la cipria del mondo per imbellettarla, ma la cosa resta”. Dice di non sentirsi ne’ di voler fare il nuovo Santoro perche’ diverso e’ il modo di raccontare la realta’, diversi sono i riferimenti politici e lo stile giornalistico, e tuttavia conclude spiegando che “se il Paese sta attraversando una delle piu’ grandi crisi, non bisogna per forza essere un giornalista schierato a sinistra per poterlo raccontare”.