Cinema

16 settembre 2011 | 13:31

FESTIVAL FERRARA: COME IL WEB STA CAMBIANDO IL NYT

LA METAMORFOSI DEL GIORNALISMO NEL DOCUMENTARIO PAGE ONE

(di Titti Santamato) (ANSA) – ROMA, 16 SET – Qual è il futuro della carta stampata mentre le news abbracciano nuove forme di diffusione su web, telefonini e tablet? Nessuno lo sa, ma quasi tutte le testate giornalistiche mondiali cercano di sperimentare nuove strade, anche a pagamento. Prima tra tutte il New York Times, il quotidiano più prestigioso al mondo, dove a trainare l’evoluzione ora c’é anche un direttore donna, Jill Abramson. A raccontare ‘in presa diretta’ la metamorfosi del giornalismo arriva in Italia Page one, un documentario che esplora il cuore del New York Times e il futuro della carta stampata. Presentato allo scorso Sundance Festival, sarà  in anteprima italiana al Festival Internazionale che si svolgerà  a Ferrara dal 30 settembre al 2 ottobre. Il film di Andrew Rossi racconta, dall’interno (infatti il sottotitolo è ‘A year inside New York Times’, Un anno dentro il Nyt), la trasformazione del sistema dell’informazione nel momento di maggiore incertezza, quando Internet sta superando la carta stampata come principale fonte di notizie e molti quotidiani in tutto il mondo chiudono per bancarotta. Parole ricorrenti del film sono infatti “Collisione tra due mondi”, “Wikileaks”, “Twitter”. Oltre a condensare un anno di lavoro della prestigiosa testata, Page One dà  soprattutto voce, senza filtro, ai giornalisti del prestigioso quotidiano della Grande Mela specializzati nella copertura del mondo dei media, in testa il caustico David Carr, ma anche Brian Stelter e Tim Arango. Raccontano la trasformazione del mestiere mentre il loro stesso giornale lotta per restare in vita e i loro caporedattori si confrontano quotidianamente con le sfide poste dai social network e i tablet. A fare da sfondo al documentario, girato da due registi-produttori indipendenti, la crisi che taglia posti di lavoro anche al Nyt, il monito di alcune testate storiche americane che chiudono, ma anche una riflessione sull’emergere di rivali che hanno costi ridotti e ‘parassitano’ le news prodotte dai grandi media. E non mancano gli interrogativi sul rapporto stampa-democrazia-politica, ancora più interessanti se letti alla luce delle vicende di Rupert Murdoch, editore del rivale Wall Street Journal, nemico numero 1 della Signora in grigio, anche sul fronte della concorrenza digitale. Ma, alla fine, cosà  accadrà  nella collisone tra web e carta stampata? “Il New York Times non sarà  sbattuto fuori, non possiamo stare fuori dal business. Noi siamo il New York Times e dettiamo le regole”, dice fiducioso David Carr. (ANSA).