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17 settembre 2011 | 9:42

CINA:TWITTER LANCIA SERVIZIO IN CINESE MA VIETATO IN PAESE

PER CINESI ALL’ESTERO, DRAGONE HA BLOCCATO SOCIALNETWORK DA 2009

(ANSA) – SHANGHAI, 16 SET – Twitter ha aggiunto anche la lingua cinese ai suoi servizi. Lo riferisce oggi il quotidiano cinese, Global Times. La decisione del social network sarebbe derivata dalla volontà  di rendere fruibile Twitter anche per i cinesi che vivono al di fuori della Cina, visto che il popolare portale, come pure diversi altri, è ancora inaccessibile nel paese di mezzo. Il nuovo servizio sarà  sia in cinese tradizionale che semplificato. Twitter, che è ora disponibile in 17 lingue, ha annunciato il lancio dei suoi servizi anche in altre tre lingue asiatiche come l’Hindi, il Tagalog (una delle lingue principali delle Filippine) e il Malay. Secondo quanto fatto sapere dalla portavoce di Twitter, Carolyn Penner, il noto social network conta al momento su un mercato di 35 milioni di persone provenienti da 30 diversi paesi. Considerati i numeri cinesi (si parla di 485 milioni di utenti di internet in Cina, secondo i dati forniti dal centro per le informazioni e il network di internet cinese) è evidente che Twitter, se potesse arrivare anche in Cina, potrebbe allargare in maniera esponenziale il proprio raggio di azione, aumentando, di conseguenza anche i propri guadagni (Twitter ha un ricavo di 1,75 dollari per ogni utente). A partire dal 2009 Twitter, Facebook e Youtube sono stati bloccati in Cina, dove è possibile accedervi solo se il proprio pc e dotato di una Vpn, cioé di un software che consente di bypassare la censura cinese. Non potendo utilizzare i social network stranieri in Cina hanno cominciato a fiorire piattaforme e microblogs locali come Tencent (che ha circa 175 milioni di utenti al mese), Sina (con 141 milioni di utenti) e Sohu (con 65 milioni di utenti). Secondo molti analisti, indipendentemente dalle restrizioni esistenti, Twitter in Cina potrebbe dunque avere difficoltà  a trovare un suo spazio, anche a causa delle barriere non solo linguistiche ma anche culturali. Nonostante ciò tuttavia, le società  internazionali non sembrano aver smesso di guardare con interesse alla Cina. Nel 2010 durante un suo viaggio privato in Cina, il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, si recò in visita presso il motore di ricerca cinese Baidu e il gigante delle telecomunicazioni cinese, China Mobile. Molti videro in quella visita un primo tentativo di approccio da parte del papà  di Facebook al mercato cinese, una ricerca di apertura che tuttavia, almeno sinora, non pare avere avuto alcun seguito. (ANSA)