Borsino dei direttori

20 settembre 2011 | 15:43

da vice direttore del ‘Tg2′ a vice direttore del ‘Tg5′

“Ci sarebbero 150mila ragioni all’origine della mia uscita dalla Rai, due molto forti. Ma non le spiego, perché ho un accordo di riservatezza con l’azienda da cui me ne sono andato, che non posso e non voglio violare. In ogni caso rispetto alla mia precedente esperienza, Mediaset sembra un country club: ho diretto ad interim il Tg2 durante la tornata elettorale delle recenti amministrative. Tra primo turno e ballottaggio sono stati 30 giorni terribili con pressioni da tutte le parti. L’unico che non ho mai sentito, lo posso giurare, è Silvio Berlusconi”. Dal 25 luglio vice direttore del Tg5, Mario De Scalzi spiega così la decisione di accettare l’offerta del telegiornale di punta delle reti Mediaset, guidato dal suo grande amico Clemente Mimun, per rafforzare una linea composta da Andrea Pucci, Enrico Rondoni, Andrea Pamparana, Toni Capuozzo e Cesara Buonamici. Nato a La Spezia il 14 novembre 1952, De Scalzi dopo il liceo classico inizia gli studi prima in giurisprudenza, poi in biologia, che interrompe nel 1975, a poco dalla laurea (come sub voleva diventare biologo marino) per accettare una borsa di studi dell’Ucsi (l’Unione cattolica stampa italiana) ed entrare all’agenzia Asca dove incontra Mimun.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 420 – settembre 2011