Editoria, Televisione

22 settembre 2011 | 15:59

TV: MARIO SECHI “PASSARE ALLA TV? MI PIACEREBBE”

ROMA (ITALPRESS) – “La televisione e’ uno straordinario mezzo di comunicazione, dire che non mi interessa sarebbe ipocrita”. Risponde cosi’ Mario Sechi, direttore del ‘Tempo’, alla domanda sulla sua possibile candidatura alla direzione di un tg della Rai di cui si parla in questi giorni. Intervistato da Franco Recanatesi sul numero di settembre del mensile ‘Prima Comunicazione’, in edicola a Milano da domani e a Roma e nel resto d’Italia da sabato 24, Sechi non nasconde il suo interesse per un possibile passaggio dalla carta stampata alla televisione: “Mi piacerebbe un giorno potermi confrontare con la macchina narrativa del piccolo schermo, provare a innovarne il linguaggio, mixare la tecnologia con l’antica arte del racconto e la fulmineita’ della notizia. Insomma, fare quel che cerco di realizzare qui al ‘Tempo’: del buon giornalismo”. Sono maturi i tempi per questa avventura? “Non lo so”, risponde Sechi. “Ora sono impegnato a continuare a migliorare il quotidiano che dirigo – all’inizio di ottobre usciamo con un elegante refresh della grafica e altri contenuti”. Sechi, che si definisce un “revolutionary conservatory”, rivendica il merito di essere un giornalista “liberale e libero”. “Non appartengo a nessuna casta”, dice, “e ho dato piu’ ceffoni io al premier che non qualche giornale di cosiddetta sinistra”. Il direttore del ‘Tempo’ dichiara di non voler essere accomunato a Feltri, Belpietro, Ferrara e Sallusti: “Loro sono bravissimi facitori di quotidiani militanti, ma non e’ questa l’unica formula possibile. Loro hanno attraversato l’epoca del berlusconismo, ma non si sono posti il vero problema: come uscirne”. E a proposito della discesa in campo politico di Luca di Montezemolo, Sechi afferma: “Come Berlusconi nel 1994, il diritto di Montezemolo a far politica va assecondato. Questo vale anche per Profumo. Se la ricetta di Montezemolo e’ una ricetta liberale, io da liberale dico: vediamola”.