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20 ottobre 2011 | 14:44

INTERNET: ‘TEX WILLER’, IL COW-BOY CHE GUIDA ITALIASHARE

PARLA CAPO COMMUNITY ITALIANA DI SHARING, HA 300 MILA UTENTI

(di Massimo Di Martino) (ANSA) – PALERMO, 20 OTT – Cappello, camicia gialla, fazzoletto al collo, jeans, stivali speroni e cinturone: a capo di Italiashare c’é ‘Tex Willer’, il nickname con il quale si fa chiamare il capo della più grande community di streaming e sharing italiana. Un proprietario extracomunitario, quattro amministratori italiani, cinquanta collaboratori, decine di volontari, un server negli Stati Uniti, il portale italiano, in cinque anni, conta già  un’utenza di trecentomila visitatori e decine di sezioni dove scaricare di tutto: musica, film, foto, libri e giornali. Perché scegliersi un nickname western, non era meglio quello di un pirata? “Non siamo pirati! – dice all’ANSA ‘Tex Willer’ – Darebbe del pirata a quelli di Google? Italianshare è al pari di Google un motore di ricerca, infatti si limita a rintracciare i file audio e video che sono già  presenti nel web. Anche le foto sono immagini provenienti da altri siti che riportiamo come link”. Quindi Italiashare non viola il diritto d’autore? “Certo che no! Nel nostro server americano non c’é traccia di nessun file che viola il diritto d’autore. Il nostro server è pulito. Così come è vuoto il server di Google. Noi ci limitiamo a linkare i file perché non li possediamo fisicamente”, ribatte. Allora se tutto è a posto perché possedere un server negli Usa e intestare la società  ad un extracomunitario? “Perché la prudenza non è mai troppa. La legislazione italiana è molto imprecisa sull’argomento e la polizia postale e la finanza non riescono ancora a capire la differenza tra un sito pirata e un motore di ricerca – spiega il capo di Italiashare -. Abbiamo già  subito due processi penali: uno è stato archiviato perché il fatto non sussiste e l’altro è ancora in corso. La nostra agenzia che si occupa di pubblicità  emette, peraltro, regolari fatture, paga le tasse allo Stato. Se il servizio non fosse legale lo Stato percepirebbe l’Iva da un fatturato illecito?. Noi abbiamo le carte in regola”. Ma il problema etico rimane. I file illegali non li mettete in rete voi ma voi li suggerite ai vostri visitatori? “Guardi, la rete ha intrapreso oramai una strada dalla quale non si torna più indietro. I file illegali ci sono e sono sicuro che ci saranno sempre. Se sparisse Italiashare non sparirebbero questi file che rimarrebbero lì dove sono. La presenza di Italiashare non sposta di una virgola il patrimonio di internet. Quanto costa questo giocattolo? “Tra l’affitto del server americano e la manutenzione che gestiamo in Italia sono necessarie ogni anno almeno cinquemila euro all’anno”, rende noto ‘Tex Willer. E chi paga? ”Circa duemila euro riusciamo a recuperarle dai banner, da qualche sponsor e dalle pochissime donazioni. Il resto lo paghiamo noi. Ci autotassiamo: 250 euro a testa per i quattro amministratori di Italiashare e 20 euro per i collaboratori”. Che effetto fa essere a capo di una community virtuale di trecentomila persone? “Ha detto bene: virtuale – risponde -. Se fossimo nel mondo reale, se potessi presentarmi con la mia vera faccia e non nascondermi dietro un nickname allora forse mi sarei presentato anche all’elezioni politiche”. Ha ricevuto mai offerte di acquisto del portale? “Continuamente. L’ultima porta una firma cinese. Un gruppo quotato in Borsa ci ha appena offerto 45 mila euro. Ma Italianshare è nata con noi e con noi morirà  – conclude Tex Willer -. Non siamo in rete per soldi, non c’é alcun scopo di lucro”. (ANSA)