Televisione

26 ottobre 2011 | 13:27

CINA: NUOVE REGOLE IN TV, MENO INTRATTENIMENTO, PIU’ MORALE

(ANSA) – SHANGHAI, 26 OTT – Meno programmi di intrattenimento e svago e più programmi che favoriscano lo sviluppo culturale e sociale del paese. E’ quanto stato deciso dalla SARFT (State Administration of Radio, Film and Television), l’organo statale cinese che regolamenta la programmazione televisiva e radiofonica. Lo riferisce la stampa locale. Le nuove regole, che saranno applicate a 34 canali satellitari cinesi, entreranno in vigore a partire dal prossimo 1 gennaio. Secondo i dati resi noti, al momento i programmi di puro intrattenimento, quali spettacoli musicali e talk show vari ammonterebbero all’incirca al 17,5% del totale dei programmi messi in onda. Dall’1 gennaio tra le 19.30 e le 22.00, considerata la fascia principale di ascolto durante la giornata, potranno essere programmati un massimo di 9 programmi in totale di intrattenimento, due alla settimana per ogni canale e la durata del programma non potrà  in ogni caso superare i 90 minuti. La direttiva, pur non dando una definizione molto dettagliata di cosa si intenda per programma di intrattenimento, mira soprattutto a evitare i programmi dal contenuto moralmente dubbio, con tematiche sessuali o comunque considerate eccessive. Nel mirino anche i reality show. Al loro posto, nelle intenzioni delle autorità  cinesi, dovranno essere privilegiati programmi che mirino a costruire la pubblica moralità  ed esaltino i valori del socialismo. Sebbene non sia stato detto esplicitamente sembra che saranno anche limitate le apparizioni degli artisti di Taiwan. Le nuove regole sono state rese note solo pochi giorni dopo la chiusura della sessione plenaria della 17ma commissione del partito comunista cinese, dove si è molto parlato di riforma culturale e delle nuove regole della comunicazione. Diverse le critiche. Secondo Qiao Mu, ricercatore presso l’Università  di studi esteri a Pechino, non sono questi i provvedimenti che possono servire a migliorare la moralità  del paese. “Si può non mostrare il materialismo in televisione ma non limitarlo altrove – ha detto Qiao – se diversi governi locali con le loro politiche mostrano comunque un attaccamento al denaro perché ad esempio una ragazza non dovrebbe scegliere di sposare un uomo ricco?”. Questa non è la prima volta che la SARFT ha emesso regole di questo tipo. Nel 2004 venne deciso di eliminare dalla programmazione serale tutte le serie televisive che riguardavano omicidi e violenze, mentre nel 2006 vennero vietati i cartoni animati stranieri sempre nella prima serata. (ANSA).