Comunicazione, Televisione

09 dicembre 2011 | 10:49

Geronzi, Mediaset andò in borsa ma per Cuccia i bilanci erano falsi

ROMA (MF-DJ) – Nel 1996 “Mediaset fu portata in Borsa da Imi e da Banca di Roma. Fu un affare per l’azienda, ma fu un affare anche per noi”, anche se i bilanci erano falsi. Lo afferma in un’intervista al Corriere della Sera, Cesare Geronzi, aggiungendo che “come presidente della Banca di Roma e membro del cda di Mediobanca, più volte avevo sostenuto con l’imprenditore Berlusconi che la soluzione dei suoi problemi era il collocamento in Borsa. O lo faceva l’Imi, o Mediobanca, o la Banca di Roma. Andammo ad Arcore in tre: Cuccia, Maranghi e io. Berlusconi ci spiegò l’operazione in modo sintetico e preciso. Ma, appena la nostra macchina uscì dal cancello, Cuccia disse a me, che ero seduto dietro accanto a lui: “Questa operazione non si può fare”. E perché?, gli chiesi. “Perché i bilanci sono falsi”. Maranghi, che era seduto davanti, si girò di scatto, e rimase per tutto il viaggio di ritorno a Milano con il busto girato verso Cuccia, che proseguì: “Le cifre di Berlusconi non sono vere, ma virtuali. Quanto vale un’antenna? Un’antenna non è una ciminiera, non ha sotto un opificio”. Lascio a lei valutare a che punto fosse l’evoluzione del pensiero in Mediobanca, attorno allo sviluppo di un settore dell’industria che ha avuto e avrà  ancora grande successo. Ciò, naturalmente, nulla toglie al giudizio storico sulla grandezza di Enrico Cuccia, sulla sua opera che ha salvato l’asfittico capitalismo italiano. Forse se ne è ritardata l’evoluzione, ma senza quell’opera avremmo rischiato di essere una colonia economica”, puntualizza Geronzi. Alla domanda se sia sicuro che le tv di Berlusconi avranno ancora successo ora che non è più presidente del Consiglio, Geronzi risponde che “le tv commerciali non mi sembrano affatto finite. Guardi la corsa a comprare la Sette”, conclude.