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09 dicembre 2011 | 13:02

Turchia: filtri internet per bambini bloccano siti su Darwin

Oscurati per poche ore, ma è polemica nel Paese

Istanbul, 9 dic. (TMNews) – Siti sulla teoria dell’evoluzione di Charles Darwin vietati ai bambini in Turchia, anche se per poche ore. Nel Paese della Mezzaluna è scattata la prima polemica sulla nuova regolamentazione della rete, entrata in vigore lo scorso 22 novembre. Chi aveva scelto di introdurre il filtro per la navigazione sicura, studiato apposta per i più piccoli, insieme a siti pornografici o dai contenuti poco adatti ai minori, ha visto vietati anche quelli in cui di parla di Charles Darwin e dell’evoluzionismo. Sebbene appena poche migliaia di persone abbiano deciso di introdurre il filtro per bambini e lo scandalo sia durato poche ore, la polemica è stata enorme. Secondo Hurriyet, che sull’argomento da sentito anche la Tubitak, il Cnr turco, a essere vietato è stato il sito www.evrimianlamak.org, che in turco vuole dire capire l’evoluzione. La Tubitak si è affrettata a dire che non si trattava di un atto contro la teoria evoluzionista, ma le notizie riportate da altre testate, secondo le quali sono stati temporaneamente bloccati molti altri siti in lingue inglese sullo stesso argomento, fa pensare il contrario. Non è la prima volta che Darwin e la sua teoria finiscono sotto attacco nella Mezzaluna. Nel 2009 proprio la Tubitak cancellò improvvisamente uno speciale sullo scienziato sulla sua rivista, togliendo anche la sua immagine in prima pagina. Anche in quel caso la polemica fu enorme, Bruxelles chiese chiarimenti. Il Cnr turco fu accusato di boicottare la teoria evoluzionista, preferendo quella creazionista, che non ha fondamenti scientifici, ma è più in linea con la religione islamica. I filtri internet sono entrati in vigore dopo 3 mesi di sperimentazione. Lo scorso maggio il Paese ha assistito a una grande ondata di protesta perché l’Authority per la tecnologia e le comunicazioni (Btk) voleva introdurre 4 diversi filtri per la navigazione, che nel Paese erano stati accolti come una vera e propria censura. Dopo un confronto con la società  civile, si è scelto di introdurre un filtro solo e facoltativo, quello destinato appunto ai minori, scelto però da una minoranza della popolazione.