EDITORIA: LETTERA A MONTI DI 9 DIRETTORI: 100 GIORNALI RISCHIANO LA FINE

(ASCA) – Roma, 10 dic – ”Signor Presidente, come lei certamente sa la manovra che il suo governo ha predisposto rischia di assestare un colpo mortale a un centinaio di giornali che attualmente usufruiscono dei contributi diretti all’editoria”, inizia cosi’ il testo di una lettera aperta rivolta al presidente del Consiglio Mario Monti dai direttori di nove giornali: Marco Tarquinio (Avvenire), Claudio Sardo (L’Unita’), Stefano Menichini (Europa), Leonardo Boriani (La Padania), Dino Greco (Liberazione), Norma Rangeri (Il Manifesto), Marcello De Angelis (Secolo d’Italia), Emanele Macaluso (Il Riformista) e Francesco Zanotti (presidente Fisc, la federazione dei settimanali cattolici diocesani). La posizione assunta dai direttori e’ molto chiara: la manovra cosi’ com’e’ uccidera’ un centinaio di giornali a danno del pluralismo informativo. Questi giornali -si legge nella lettera- sono ”impegnati in una corsa contro il tempo perche’ venga scongiurata la crisi occupazionale che una eventuale conferma dei tagli innescherebbe, con un aggravio dei conti pubblici superiore ai presunti risparmi ottenuti con quella voce della manovra”. ”Gli otto direttori e il presidente della stampa settimanale cattolica (oltre un milione di lettori e un radicamento importante sui territori) – spiega una nota – chiedono da tempo la riforma strutturale del settore che anche il nuovo governo ha annunciato ma, avvertono, se i tempi di questo auspicabile intervento di riordino dovessero risultare lunghi, e si procedesse nel frattempo con i tagli di risorse previsti, la riforma arriverebbe a situazione ormai compromessa, quando i giornali in questione avranno gioco forza cessato di esistere”.

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