New media, Televisione

13 dicembre 2011 | 15:52

Rai: ‘Il futurista’, siamo più liberi dopo la rimozione di Minzolini

Ora mettere mano a rapporti tra azienda e politica

Roma, 13 dic. (TMNews) – “Più liberi” nell’informazione dopo la rimozione di Augusto Minzolini dal Tg1. Lo scrive il Futurista, web magazine e settimanale di area finiana diretto da Filippo Rossi. “Giustizia è fatta, per la libertà  di informazione e l’equilibrio dell’emittenza pubblica, s’intende. Come previsto Augusto Minzolini è stato rimosso dalla direzione del Tg1, dopo anni di faziosità  e risultati negativi per l’azienda. Ha ragione Paolo Garimberti: era anche una questione di immagine aziendale. Era difficile pensare di lasciare il direttorissimo al suo posto nonostante il rinvio a giudizio per peculato per aver utilizzato la carta di credito della Rai per spese personali. Si chiude quindi un’altra parentesi del berlusconismo che non è affatto eccessivo definire come occupazione del servizio pubblico televisivo. È stato il periodo della messa alla porta di Michele Santoro e di Serena Dandini e del rischio corso da Report, tutti grandi produttori di introiti per l’azienda. A differenza del Tg1 che ha prodotto solo indici di audience deludenti a vantaggio della concorrenza, Mediaset in testa”, si legge nell’editoriale. “Di Minzolini – prosegue – si ricorderanno soprattutto i suoi editoriali a sostegno del governo Berlusconi, le invettive contro Gianfranco Fini a mo’ di Libero e il Giornale, le sue forti ‘perplessità ’ circa la nascita del governo Monti. Resta però aperta una questione, forse essenzialmente legale ma da non sottovalutare. Il consiglio di amministrazione, rimuovendolo dal Tg1, ha disposto il trasferimento di Minzolini ad altro incarico equivalente. È quindi da chiedersi se può costituire una forma di perdono o un`attenuazione della ‘sanzione’. E se, qualora dovesse essere condannato, potrà  restare a godere dell`onore di far parte del servizio pubblico, ‘finanziato’ con il canone pagato dagli italiani. Anche l’epilogo di questa vicenda, comunque, ha messo in evidenza l’urgenza di mettere mano ai rapporti tra Rai e politica. I voti a favore della rimozione sono stati quattro e quattro i contrari, quelli dei consiglieri di espressione Pdl e Lega. Una forma di resistenza, di devozione. E un modo per continuare a negare la realtà ”.