Televisione

13 dicembre 2011 | 16:19

Rai: Verro, scelta su Minzolini porta alla fine del servizio pubblico

Roma, 13 dic. (TMNews) – Con il voto sul trasferimento di Minzolini, e un’interpretazione “estensiva” della legge in base alla quale si equipara la Rai ad una società  pubblica, il Cda inizia la fine al servizio pubblico. Lo dice il consigliere di maggioranza Rai, Antonio Verro. “Ritengo particolarmente grave quanto accaduto oggi durante il Consiglio di Amministrazione per il futuro della Rai. Il Direttore del TG1 – prosegue – è stato rimosso dal suo incarico non per motivazioni di carattere editoriale o per i suoi risultati ma esclusivamente sulla base dell’applicazione di una legge che è stata scritta per i dipendenti pubblici. La Direzione Generale, insieme ad alcuni Consiglieri, pur di vedere rimosso Minzolini, hanno deciso di interpretare in maniera ancora più estensiva le note sentenze della Corte di Cassazione che avevano equiparato, solo per certi aspetti, la nostra azienda ad un ente pubblico. Tale scelta potrebbe comportare delle ricadute particolarmente serie per quel che riguarda l’organizzazione, l’amministrazione e il personale della RAI e potrebbe finire anche per esporre l’azienda a rischiosi contenziosi”. “I pareri legali presentati a supporto di questa tesi – dice ancora Verro – erano particolarmente carenti, in quanto non avevano preso neanche in considerazione il fatto che la radiotelevisione, e la stessa RAI, fossero disciplinate da una legge speciale, ovvero dal decreto legislativo n. 177/2005 (il testo unico della radiotelevisione) che, esplicitamente, all’art. 49 comma 2, afferma che la RAI è invece assoggettata alla disciplina generale delle società  per azioni. Il Parlamento, con una legge speciale, ha deciso quindi di tutelare la RAI e distinguerla chiaramente dagli altri servizi pubblici per l’importanza che riveste per la nostra democrazia. Ma, con la decisione di oggi, il CdA ha abdicato al suo ruolo di indirizzo e di garante e, accettando l’identificazione della RAI con una qualsiasi pubblica amministrazione, ha segnato, probabilmente, l’inizio della fine del servizio pubblico. Su questo punto è bene che si esprima al più presto l’intera azienda, ovvero tutti i dipendenti, i giornalisti e i dirigenti”.