Comunicazione

16 dicembre 2011 | 13:07

Ungheria: la protesta costringe Orban ad allentare il bavaglio sui media

La denuncia: Giornalisti terrorizzati, non c’è libertà  di stampa

Roma, 16 dic. (TMNews) – La pioggia di critiche sempre più copiosa contro la legge sui media, definita “liberticida” dai suoi detrattori, e uno sciopero della fame iniziato da cinque giornalisti hanno costretto il governo ungherese di destra di Viktor Orban ad allentare il bavaglio, facendo saltare due importanti pedine nell’organigramma del sistema dei media pubblici. Il governo a guida Fidesz è da oltre un anno nel mirino delle critiche delle organizzazioni per i diritti civili e per la libertà  di stampa, ma anche dell’Onu, dell’Unione europea, dell’Europarlamento e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce), per la legge restrittiva sulla libertà  dell’infomazione entrata in vigore ormai da un anno, ma anche per le nomine di uomini propri ai vertici dell’autorità  di supervisione sulla stampa, mentre decine di giornalisti del servizio pubblico venivano licenziati o messi in prepensionamento forzato. L’Ungheria di Orban, tra l’altro, è al centro delle proteste internazionali al momento anche per una serie di norme contenute nella Costituzione che entrerà  in vigore il primo gennaio, ma anche per le politiche economiche non ortodosse e per l’attacco in corso all’autonomia della Banca centrale. Il 10 dicembre cinque giornalisti hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro gli “attentati alla libertà  di stampa” nel paese. In seguito a questa protesta, sono stati silurati due responsabili del servizio pubblico nominati dal governo, tra i quali Daniel Papp, ex portavoce del partito di estrema destra Jobbik. Questa misura è stata annunciata dalla Fondazione per la fornitura dei media (Mtva), l’ombrello sotto il quel sono state raggruppate la radio-televisione pubblica e l’agenzia di stampa nazionale Mti. Mtva ha precisato che Papp è stato rimosso dalle sue funzioni (ma non licenziato) per “mancanze professionali gravi commesse nella diffusione di informazioni il 3 dicembre” nella televisione pubblica, in un reportage che “ha danneggiato il diritto alla personalità  di Zoltan Lomnici”, presidente emerito della Corte suprema. Il giudice, critico col governo Orban, era stato descritto, anche con immagini, come un personaggio ambiguo. Inoltre, Papp è stato accusato ad aprile della “falsificazione” di un’intervista con l’eurodeputato franco-tedesco dei Verdi Daniel Cohn-Bendit che aveva fortemente criticato Orban per la legge sui media. L’altro siluramento è stato quello del direttore dell’agenzia di stampa Mti, Gabor Elo, che è stato licenziato per lo stesso affare Lomnici. Questi siluramenti sono un primo successo per i cinque giornalisti in sciopero della fame, che hanno comunque deciso di proseguire e chiedono tra l’altro il licenziamento di Papp e la rimozione di altri tre alti responsabili. “Noi faremo lo sciopero della fame finché le cose non cambieranno, anche se uno di noi rischia già  l’ospedale”, ha detto Balazs Nagy Navarro, responsabile del sindacato del personale della televisione, che s’è accampato di fronte alla fondazione dei media pubblici.”Il nostro sciopero – ha continuato – proseguirà  fino a che il mondo non avrà  capito quelo che accade in Ungheria sotto l’etichetta di ‘libertà  di stampa’: dipendenti terrorizzati e trasmissioni manipolate o falsificate”. E ha denunciato: “I responsabili sono coloro che hanno i loro occhi fissi sui computer dei giornalisti e dettano loro cosa scrivere e cosa omettere”. (Fonte Afp)