Televisione

18 dicembre 2011 | 23:03

Auditel: Boffo, tv dei vescovi e sue novità  vengono ignorate

(AGI) – CdV, 16 dic. – “Il sistema Auditel finora in voga ha prima ignorato e poi sistematicamente e pesantemente sottovalutato i fenomeni nuovi che nel frattempo si andavano affermando nei gusti e nelle scelte della popolazione”. Dino Boffo, il direttore di Tv2000, l’emittente dei vescovi italiani, commenta cosi’ la notizia di una multa di un milione e ottocentomila euro inflitta a Rai e Mediaset per abuso di posizione dominante nelle rilevazioni degli ascolti televisivi in Italia. Una notizia, lamenta, “ignorata dai giornali italiani” che non hanno detto nulla sul fatto che la rilevazione in uso ha finora “protetto i canali delle principali emittenti generaliste dagli effetti negativi che sarebbero loro derivati dalla diffusione di informazioni sui dati di audience dei canali che si stavano significativamente riducendo a causa dei cambiamenti in corso”. Infatti, afferma l’ex direttore di Avvenire, “c’e’ oggi una parcellizzazione degli ascolti, conseguente alle scelte di un voluto pluralismo perseguito fin dal livello europeo, che deve trovare un riflesso proporzionato e attendibile proprio nella raffigurazione realistica dei dati, anche quelli minori”. Per Boffo le emittenti italiane hanno vissuto finora “una imbarazzante condizione”, perche’ penalizzate dall’Auditel “che e’ poi alla base del mercato pubblicitario”. “Troppo a lungo si e’ inteso ritardare – scrive sulla newsletter dell’emittente Cei – la presa d?atto che una stagione era terminata e una nuova si andava affacciando, grazie all’avvento della tv digitale, sia satellitare che, soprattutto, terrestre. Si e’ tergiversato, e alla fine il sistema e’ imploso su se stesso”. “Continuare a far finta di nulla – conclude Dino Boffo – quasi che la rilevazione tarata sulla vecchia televisione analogica non stesse da tempo scricchiolando, essa che assicurava una tacita supremazia dei canali pilota delle due massime maison televisive nazionali” significa ignorare che ormai da tempo e’ “nudo il re, e nuda anche la regina”.