TLC

19 dicembre 2011 | 11:38

TLC: GDF SCOPRE FRODE CELLULARI, FALSE FATTURE PER 0,5 MLD

EVASA IVA PER 47 MLN, DENUNCIATI 2 RESPONSABILI DITTA VICENZA

(ANSA) – VICENZA, 17 DIC – Una colossale frode nella compravendita di telefoni cellulari in Italia è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Vicenza. A due imprenditori sono state contestate false fatture per mezzo miliardo di euro, mentre l’Iva non versata all’erario ammonta a 47 mln di euro. Gli uomini delle ‘fiamme gialle’ hanno individuato una ditta vicentina che, attraverso 49 società  ‘cartiere’ o filtro, commercializzava telefoni cellulari a prezzi scontatissimi, grazie al mancato versamento dell’Iva operato a monte della catena commerciale dalle società  fittizie, che così erano in grado di scontare gli apparecchi anche del 20%. Nella gran parte delle transazioni, la merce non veniva fisicamente movimentata, ma rimaneva ferma presso le società  logistiche, senza entrare mai nella disponibilità  materiale dei vari soggetti che ne gestivano la compravendita. Nel periodo dal 2005 al 2010, il giro di fatture per operazioni inesistenti è quantificabile in mezzo miliardo di euro: quelle ‘utilizzate’ dalla società  ammontano invece ad oltre 236 milioni di valore imponibile. Attraverso i documenti ottenuti dalle ‘cartiere’ e dai soggetti ‘filtro’, la ditta vicentina aveva sottratto al fisco 47 milioni di euro di Iva. Ad accentrare i sospetti della srl vicentina era stato lo sviluppo rapidissimo della ditta, che dal 2005 ad oggi, partendo da zero, aveva sviluppato un giro d’affari di circa 70 milioni di euro l’anno. Altro elemento sospetto, il fatto che a fronte della rilevante mole di merce comprata e rivenduta, la srl avesse un guadagno ‘medio’ molto basso, attorno all’1%. La società  aveva sede al piano terra di un condominio, dove in un locale di 40 metri quadrati e in un attiguo garage-magazzino lavoravano un’impiegata e i due soci che gestivano il business. I lotti di telefonini, comprati e venduti in decine di operazioni al giorno, non venivano mai acquistati da produttori o distributori ufficiali, ma attraverso le ‘vantaggiose’ offerte proposte da anonimi fornitori, le società  ‘cartiere’ appunto, situate in tutto il territorio nazionale. Ditte nate dal nulla, e che altrettanto rapidamente sparivano, dopo aver accumulato un consistente debito Iva non versato. I due soci della srl vicentina sono stati denunciati per utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Sono stati diversi “bonifici urgenti” e in alcuni casi pagamenti in anticipo, cosa assolutamente inusuale in questo periodo di crisi economica, a destare i sospetti degli uomini del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Vicenza che hanno sventato la frode sulla telefonia. La società  ha sede in uno dei comuni dell’hinterland di Bassano del Grappa: ora l’inchiesta è coordinata dalla locale Procura della Repubblica. Il Procuratore Capo Carmelo Ruberto e il sostituto Giovanni Parolin stanno vagliando gli elementi raccolti dalle fiamme gialle. La frode è stata scoperta attraverso l’incrocio dei dati delle banche informatiche. Il raggiro risulta estesa a tutto il territorio nazionale: le indagini hanno consentito di tracciare e ricostruire l’intera filiera di approvvigionamento della società  berica. Indagini riguarderanno i 49 fornitori, sparsi in tutta Italia, rivolgendosi ai quali la società  aveva ottenuto l’85% dei propri acquisti complessivi con punte, per talune annualità , superiori al 95%. Nel corso degli approfondimenti investigativi, i finanzieri di Vicenza hanno riscontrato la presenza di ulteriori indagini condotte da altri reparti della Guardia di finanza, attraverso verifiche eseguite da Uffici dell’Agenzia delle entrate che, in parallelo, avevano individuato elementi sospetti a carico di altri “anelli” della filiera. In 18 casi é stata appurata anche la sussistenza di separati procedimenti penali avviati da altre autorità  giudiziarie in cinque regioni italiane (Emilia Romagna, Lazio, Marche, Umbria e Trentino Alto Adige), sempre per i reati di utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. (ANSA).