RadioMonitor mette d’accordo quasi tutti

In primavera i primi dati di ascolto condivisi da gran parte dei broadcaster che potrebbero portare cambiamenti alla classifica.
È ufficialmente iniziata a fine novembre l’era post Audiradio. Gran parte del mercato radiofonico ha infatti trovato il modo di superare l’empasse che da un paio di anni blocca la produzione di dati freschi di audience, affidandosi a una ricerca di Gfk Eurisko. Alla società  guidata da Remo Lucchi va il merito di avere preso il pallino in mano senza aspettare le lungaggini dell’Agcom che in teoria dovrebbe trovare il modo di ricompattare un comparto spappolato.
È nata così RadioMonitor, ricerca a cui hanno già  aderito gran parte delle emittenti private nazionali e oltre duecento tra locali e areali. Restano per ora fuori dalla proposta di Eurisko la Rai, il gruppo Mondadori e il Gruppo 24 Ore, anche se l’istituto auspica di riuscire ancora a coinvolgere R101 e Radio 24 per completare il panorama nazionale privato. Più difficile, invece, il reclutamento di Radio Rai, fermamente orientata ad approvare un sistema di rilevamento misto che comprenda i Diari, la metodologia che ha scatenato la deflagrazione tra i soci Audiradio e che i privati hanno battezzato come inaffidabile e paleolitica.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 423 – dicembre 2011

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