Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 dicembre 2011 | 9:37

Se dice ‘Foglio’ gli brillano gli occhi

Molti penseranno: ecco perché è diventato un golden boy del giornalismo italiano, perché è figlio di Feltri… ma no, non voglio anticipare nulla, preferisco che il lettore tragga le proprie conclusioni alla fine di questa lettura e dica convinto “Beh, bella forza! Questo sarebbe arrivato in cima anche se si fosse chiamato Cretinetti!”. Anzi no! Qualcosa voglio anticipare: dopo tre ore di conversazione non ho mica capito tanto bene con quale razza di personaggio ho parlato, come la pensa, dove vuole arrivare. Ho capito, questo sì, che l’uomo ha una bella testa, ha percorso un itinerario familiare e professionale per niente facile, ha gettato l’ancora ai 42 anni con un ricco curriculum alle spalle e senza un vero progetto futuro (ma oggi chi può averne?).
Mattia Feltri, classe 1969 (23 giugno, cancro: mite, sentimentale, fantasioso), si presenta così e mi pare che corrisponda al suo segno zodiacale: “Felice di essere della generazione preplanetaria”, cioè prima della conquista della luna, cioè – simbolicamente – prima che lo starter abbassi la bandierina della corsa folle a chi arriva primo e non a chi arriva meglio. Già , con appena 42 primavere sulle spalle il golden boy (“ormai ex”) già  rimpiange gli anni verdi, quelli della campagna bergamasca e dei primi approcci al giornalismo. Anche se… Va beh, ve lo dico dopo, andiamo per ordine.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 423 – dicembre 2011