Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 dicembre 2011 | 9:36

Lei si gioca il futuro

Un fantasma si aggira per Viale Mazzini: il commissariamento. Vero è che il solo evocare quella parola minacciosa provoca una diffusa colite spastica in chi lavora in Rai. Eppure è proprio grazie a quel fantasma che è stato possibile approvare alcuni provvedimenti fortissimamente voluti (e finora mai ottenuti) dal direttore generale Lorenza Lei: un piano di risparmio di 85 milioni e la riforma di Rai Fiction. Per non dire che sono passate anche nomine spinose, quella di Valerio Fiorespino, ora insediato alla direzione delle Risorse televisive, e quella di Carlo Nardello, pronto a guidare la direzione Strategie e Piano industriale, e infine quella di Alberto Maccari al Tg1.

Un Cda disorientato
Il tourbillon che ha portato all’uscita dalla scena di Silvio Berlusconi ha gettato nello scompiglio i suoi devoti all’interno del Cda di quella che è ancora conosciuta come ‘la più grande azienda culturale del Paese’. Alessio Gorla, con un passato a Mediaset, stimato in Rai e vicino alla Lei, ha cominciato a dare segni di insofferenza lasciando intuire di essere pronto a prendere cappello se non ottiene una ragionevole autonomia nelle scelte aziendali (e infatti ha votato per l’uscita di Minzolini dal Tg1). Giovanna Bianchi Clerici e Angelo Maria Petroni (legato a Tremonti, furibondo con Berlusconi e ormai perdutamente innamorato di Bossi) sembrano sempre più schiacciati sulle posizioni della Lega, mentre Antonio Verro – berlusconiano nordista – ha deciso di applicare nei confronti del Pdl il motto dei carabinieri: fedele nei secoli. Se Gianfranco Rositani, ex Fiamma tricolore e poi Pdl, preferisce una permanente posizione di attesa tra Scilla e Cariddi (ovvero: tra Fini e il Cavaliere), i due consiglieri dell’opposizione – Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten – fanno sapere al colto e all’inclita di aver rotto i ponti con il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. A godere di un momento di grande quanto inatteso favore, grazie all’ascesa del ruolo politico di Pier Ferdinando Casini, c’è Rodolfo De Laurentiis, vessillifero dell’Udc.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 423 – dicembre 2011