Protagonisti del mese, Scelte del mese

20 dicembre 2011 | 9:38

Stiamo malissimo

Lo dice Paolo Giuggioli, dal 1996 presidente dell’Ordine degli avvocati milanesi, che a gennaio si ripresenterà  alle elezioni per il rinnovo del consiglio. Perché per difendere l’avvocatura c’è molto da fare: dal rintuzzare le minacce per l’abolizione dell’Ordine a fare i conti con i problemi di una pessima stampa.
Sbaglia di grosso chi scambia l’aria paciosa e conciliante dell’avvocato Giuggioli come una prova di bontà . Paolo Giuggioli, 74 anni, è un signore di ottime maniere e di grande educazione. Ma quando si tratta di professione è più duro dell’acciaio. Non è davvero per caso se dal ’96 è, ininterrottamente, alla guida dell’Ordine degli avvocati di Milano. Lo rieleggono ogni due anni. E ogni volta è una sorta di plebiscito: non c’è bisogno del ballottaggio, prende sempre la maggioranza assoluta. A gennaio gli avvocati milanesi torneranno a votare. E non c’è dubbio che Giuggioli verrà  rieletto.
Eppure il ‘superpresidente’ dell’Ordine milanese – esperto in diritto immobiliare, societario-commerciale, bancario e del lavoro – non si è guadagnato otto riconferme perché ha fatto la guerra ai magistrati. Anzi: il tratto originale della sua guida è stata la collaborazione con la magistratura milanese. Per sfrondare le scartoffie e accorciare i tempi biblici del processo civile e introdurre, come nei Paesi dove la giustizia non è una lotteria ad handicap, la rivoluzione digitale anche nelle aule di giustizia. Inoltre è stato promotore e ha partecipato alla stesura del testo della riforma della professione forense. Sotto la sua presidenza, l’Ordine degli avvocati di Milano ha istituito la Fondazione forense di Milano, lo Sportello del cittadino e l’Organismo di conciliazione forense. E, da uomo attento alla comunicazione, oltre a collaborare con Il Giornale e Il Sole 24 Ore ha fondato il mensile Giustizia a Milano.

L’articolo integrale è sul mensile ‘Prima Comunicazione’ n. 423 – dicembre 2011